Gioco
Acquedotto del Fiora: in tre anni 115 milioni di investimenti
Presentato il piano industriale: depurazione, rete idrica e fognature, ma anche digitalizzazione e impegno sulla formazione per il lavoro del futuro
GROSSETO. «Tre anni fa avevamo un sogno, che si è concretizzato». Il presidente di Acquedotto del Fiora Roberto Renai, insieme all’Ad Piero Ferrari, ha così presentato il piano industriale 2022 – 2024, concentrato sul profilo di business ma con lo sguardo rivolto al futuro.
Per il prossimo triennio sono previsti investimenti per 115 milioni di euro, la scuola di impresa Agile Academy come partner all’avanguardia per gli stakeholder, oltre a tre pilasti evolutivi: economia circolare, territorio e imprese, cambiamento climatico, riuso e comunità energetiche, digitalizzazione, innovazione e sviluppo sostenibile.
Adf continuerà a investire sul territorio di competenza e sulle sue imprese, con una visione di ampio respiro tesa a creare valore, ideando, sostenendo e sviluppando progetti di alta qualità tecnica, forte della crescita e dell’alta specializzazione acquisita negli ultimi tre anni.
«Il piano industriale 2022 - 2024 – ha detto Renai – è una nuova riflessione rispetto al territorio e non credo che nel 2019 nessuno pensasse cosa fosse il Covid e quali fossero i bisogni di ripartenza del nostro Paese. Quindi questo triennio è servito a puntare tutti gli obiettivi che l’azienda, con i soci, aveva tentato di raggiungere e sono stati raggiunti. Potrei citare per Grosseto i 19 milioni per il depuratore di San Giovanni o la partenza della conduttura di Montedoglio o altri investimenti. Abbiamo superato i 100 milioni nel triennio arrivando quasi a cento euro ad abitante, abbiamo ridotto le perdite, commercializzato il servizio e tante altre cose. Questi sono quelli che erano gli obiettivi passati. Gli obiettivi del futuro sono prendere la riflessione fatta tre anni fa: siamo al servizio della comunità del territorio e di elaborarla ancora, costruendo un sistema ancora più integrato tra territorio, le proprie imprese e l’azienda. Noi, con la scuola d’impresa e con i nuovi obiettivi, 115 milioni nei prossimi tre anni, andando a 101 euro ad abitante d’investimento, quasi una media tedesca, con 23 milioni per la depurazione, 7 milioni sulle innovazioni, andiamo a offrire ai nostri soci, alle imprese del territorio, insieme all’Agile Academy una nuova riflessione: le comunità energetico, il riuso dell’acqua, altri temi che in questo momento entrano di diritto nel Pnrr. L’azienda è pronta ad accogliere queste nuove sfide per il territorio, per una crescita sostenibile e digitale».
Dall’inizio della concessione ad oggi sono stati fatti oltre 550 milioni di investimenti e si proseguirà con una crescita del 15 per cento rispetto al triennio precedente, 23 milioni (+10 per cento) saranno dedicati alla depurazione, 7 milioni (+35) all’innovazione e altrettanti (+20) alla digitalizzazione, operando in modo funzionale agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e al Pnrr.
«Il piano parte dalla solidità degli investimenti sul territorio», sottolinea Piero Ferrari. «Nei 115 milioni troveranno spazio 23 per la depurazione, 16 per la parte di fognature e 48 per le infrastrutture acquedottistiche. Prevista un’alta formazione con l’Academy che sarà un po’ il volano nel quale cercheremo di creare le condizioni per avere delle professionalità utili per i prossimi anni. Siamo convinti che questo mondo del lavoro cambierà e noi vorremmo accompagnare questo mondo del lavoro. Con chi? Con chi sta sul territorio, i nostri soci, in prima battuta, con gli enti locali perché i fondi a disposizione per il Pnrr passeranno per loro, passeranno per la riqualificazione dei loro borghi e noi vorremo essere presenti anche per consigliare come fare e poter attingere a questi fondi. Le istituzioni sono per noi l’elemento importante a cominciare dalla regione Toscana. L’Academy può essere un veicolo in grado di accompagnare i nostri soci e le istituzioni in senso generale».
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