La manifestazione
Stabilimenti, è corsa contro il tempo
Prima che il parlamento discuta la legge, i gestori contano di avanzare nuove proposte. Guerrini: «C’è molto lavoro da fare»
MARINA DI GROSSETO. Il margine di manovra è scarso. In termini di tempo, sei mesi, per cominciare. In termini di spazio, la distanza che separa Palazzo Chigi da Montecitorio e Palazzo Madama. L’emendamento al Ddl Concorrenza con cui il consiglio dei ministri ha introdotto martedì la riforma sulle concessioni balneari offre ai titolari di concessioni un filo di speranza. «C’è ancora un lungo lavoro da fare prima che la nuova legge approdi in parlamento. E lo faremo», dice Simone Guerrini, presidente della neonata Balneari della Maremma grossetana – rete d’imprese, che raccoglie la quasi totalità degli stabilimenti di Marina e Principina a mare.
Ieri pomeriggio gli oltre quaranta titolari di bagnetti della rete si sono riuniti al Moby Dick di Guerrini per discutere alcuni aspetti organizzativi della prossima estate, ma non sono entrati nell’argomento concessioni. «Lo faremo – dice Guerrini – in una riunione nei prossimi giorni».
Il tempo stringe. Perché – questa è la sfida – la politica vuole adesso fare in sei mesi quello che non è stato fatto in 15 anni, ovvero mettere a gara le concessioni, come l’Ue chiede all’Italia dal 2006, rispettando le peculiarità italiane del settore. Sei mesi sono il tempo che il governo si è dato per l’adozione dei decreti. Sei mesi nei quali i balneari sperano di poter inserire alcuni correttivi ancor prima che si arrivi alla discussione in parlamento. «Le evidenze pubbliche ci saranno, lo ha sancito il Consiglio di Stato», dice Guerrini. «E nel disegno di legge sono state accolte alcune nostre richieste. Ma c’è ancora da fare».
Qui a Marina come altrove si è puntato sulla formula “l’unione fa la forza” con la creazione di una rete di imprese. D’altro canto, proprio per evitare che soggetti troppo “forti” – leggasi “multinazionali” – possano depredare il mercato, si prevedono limitazioni sul numero di concessioni ottenibili da un unico soggetto. «Oggi non viene detto quante, ma anche questo sarà da valutare. Ma finché non c’è una legge certa, non si sa come operare», dice Guerrini.
Berardi, Forza Italia
Allunga il margine temporale per la discussione e la modifica della legge il senatore Roberto Berardi, Forza Italia. Che ricorda come «il fatto che la riforma sia inserita in disegno di legge, e non sia stata decisa per decreto, fa sì che arrivi in Parlamento con la possibilità di essere discussa e rivista con la massima calma, senza lasciarsi prendere dalla fretta di arrivare a un risultato arraffazzonato. Sarà quindi compito del Parlamento procedere a un confronto quanto più ampio possibile, coinvolgendo le categorie». Berardi trova la riforma «di per sé una buona cosa» anche se resta da «capire chiaramente se le nostre spiagge possono o no considerarsi una risorsa scarsa, perché in caso negativo una regolamentazione estremamente rigida non sarebbe necessaria» e «fare chiarezza sull’applicazione di alcune direttive sui servizi e non sui beni e procedere con un raffronto con altre legislazioni di Paesi simili al nostro come Spagna e Portogallo dove le previsioni di riforma sembrano meno rigide».
Sib Confcommercio
Si affida al dibattito in parlamento anche il presidente Sib Confcommercio Grosseto Daniele Avvento. «Alcune nostre richieste sono state accolte, ma non siamo ancora soddisfatti», dice.
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