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Grosseto: sos centro storico, musica assordante fino a notte fonda - Video
Un residente esasperato: “Urina accanto alle auto e altoparlanti “a palla". Non ne possiamo più”
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GROSSETO. A Grosseto, ormai da mesi, le zone intorno a piazza Pacciardi come via Garibaldi, strada Fanti, via Montanara, hanno a che fare ogni fine settimana con gruppi di giovanissimi che tengono svegli gli abitanti fino a notte fonda. Succede sempre nel weekend, regolarmente la notte tra sabato e domenica ma anche quella tra venerdì e sabato. «Abbiamo avuto di nuovo la musica a palla fino alle 3 – dice un grossetano che abita in zona, esasperato – C’erano urla e baccano a più non posso. Ovviamente erano tutti ragazzini senza mascherina, con ogni evidenza minorenni che prendono sbornie e la mattina dopo resta in terra un pavimento nero come il carbone, con uno sporco impressionante tra cocktail versati, vomito, bottiglie rotte ovunque infilate anche nelle fioriere. E urina in ogni angolo”.
Un professionista che abita in via Montanara ha girato un video e spedito una lunga lettera di sfogo. “Venerdì scorso – racconta - stessa storia più o meno degli altri fine settimana. Tutto sommato poteva andare peggio anche se è il giorno dopo, quando ti svegli rincorbellito e stanco, che ti rendi conto che comunque è pesante, perché al lavoro ci devi andare lo stesso e che, se anche fosse festa, sei in una situazione precaria, da ostaggio. Ostaggio di pochi ragazzi, che non sono mostri o per forza delinquenti, sono solo con poche idee in testa e molto confuse. E mi vengono allora un sacco di domande in mente e vorrei snocciolarle un po' a tutti quelli che vi sono coinvolti più o meno direttamente. La prima domanda è a loro, a questi ragazzi che sono reduci da anni difficili di pandemia, di isolamento forzato: ma cosa devono dimostrare pompando il volume sotto casa di un cristo qualsiasi che alle una di notte vorrebbe dormire; è lampante che rompi le scatole; e allora cosa vuoi dire? Che messaggio vuoi lanciare? Lo chiedo sinceramente, vorrei sapere quale è l'esigenza che muove questi comportamenti così spavaldi, di sfida al mondo intero. Non sono un psicologo né un esperto del disagio giovanile, ma una cosa la so: non si possono accostare questi atteggiamenti a ideali di Libertà, perché per essere liberi bisogna capire che alla base di questa parolina tanto abusata deve esserci rispetto per il prossimo e per la sua di libertà, anche quella di dormire in pace. Con questo atto di forza e coraggio, col ballare ed urlare come se non ci fosse un domani, fai un dispetto a tanti altri ragazzi come te, meglio di te, che hanno passato gli stessi disagi e che magari riescono a divertirsi senza creare grandi problemi, semplicemente parlando e bevendo qualcosa insieme, senza rompere troppo l'anima a questi strani esemplari che ancora vivono qui, i Residenti del Centro Storico”.
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