Il Tirreno

Grosseto

ROCCASTRADA

Il “cinema paradiso” dei Concordi in lutto. Addio al proiezionista Ivan Bianchini

Maurizio Caldarelli
Ivan Bianchini
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Ivan Bianchini

È morto a 88 anni lo storico operatore del cinematografo. Falegname di professione, amava la fotografia, i film, i libri

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ROCCASTRADA. Roccastrada piange la scomparsa di Ivan Bianchini, 88 anni, avvenuta giovedì all’ospedale Misericordia di Grosseto. Figlio e nipote di personaggi famosi della Resistenza e dell’antifascismo roccastradino, falegname di professione, Bianchini era una delle memorie storiche del paese, dove ha trascorso gli anni più belli della sua vita, dagli anni Cinquanta fino ai primi anni Ottanta, nella cabina del cinema-teatro dei Concordi.

In ogni ritaglio di tempo si chiudeva nella sua stanza per programmare le uscite, visionare, sistemare, selezionare e anche censurare le bobine dei film da proiettare poi il sabato e la domenica. Il cinema era la sua infinita passione, un amore sconfinato. La storia di Bianchini ricorda molto quella di Alfredo, interpretato da uno straordinario Philippe Noiret, l’operatore di macchina protagonista nel film Nuovo Cinema Paradiso, uno dei capolavori di Giuseppe Tornatore.

«Noi ragazzi di 14-15 anni – ricorda Fernando Santoni – andavamo a prendere le pellicole che arrivavano con il pullman Rama e ci ritrovavamo al bar dell’Omarino per andare nella cabina di Ivan a vedere anche qualche spezzone censurato, adatto alla nostra età. Bianchini era un grande appassionato di fotografia: dentro il cinematografo aveva allestito una vera e propria camera oscura per stampare le foto che scattava. Spesso approfittavamo della sua gentilezza per stampare le nostre foto o per farcele fare. Nonostante non avesse studiato Ivan era un uomo di grande cultura, leggeva tanto, amava essere aggiornato sul mondo che lo circondava. Era sempre carino e gentile con chi s’interfacciava con lui, anche se caratterialmente era molto schivo, però stava bene con se stesso».

Con la chiusura del cinema-teatro, che ha riaperto una necessaria ristrutturazione, ma solo per gli spettacoli teatrali, Ivan ha proseguito la sua apprezzata attività di falegname e dopo la pensione si è fatto apprezzare per il suo pollice verde: mise in piedi un orto enorme in località Pescine, con il quale riforniva i vicini, regalava piante di pomodoro e altre verdure agli amici e ai compaesani e si dilettava a fare apprezzatissimi esperimenti. E durante le serate trascorse a veglia, Ivan raccontava le gesta della sua famiglia che in qualche maniera ha fatto la storia del paese dal 1921: suo nonno era anarchico, suo padre comunista, due personaggi conosciuti e apprezzati da tutta la comunità. Il profilo Facebook “Roccastradini del mondo” curato dallo storico Mario Amerini in queste ore è pieno di commenti, di testimonianze di chi ha conosciuto Ivan. Lascia la moglie Josephine, originaria della Repubblica Dominicana, conosciuta negli anni Ottanta durante un periodo in cui era andato a fare il falegname in quel paese. La salma è stata cremata.

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