Attenzione
«Ignorati e messi in disparte». I leghisti scrivono alla prefetta
I consiglieri puntano il dito contro il “disinteresse” del sindaco Limatola. «Dopo tre mesi ancora nessuna risposta alle nostre interrogazioni urgenti»
ROCCASTRADA. Tre mesi ad aspettare una risposta, che tarda fin troppo ad arrivare. E così i consiglieri Lega di Roccastrada hanno scelto di passare “alle maniere forti”, rivolgendosi alla prefetta di Grosseto, e chiedendole di far rispettare al sindaco le prerogative di tutti i consiglieri.
È guerra aperta tra il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola, e alcuni membri dell’opposizione. A mettere in crisi i lavori del consiglio comunale rocchigiano è stata la mancanza di attenzione istituzionale lamentata dai membri dell’opposizione.
«Non pretendiamo di governare, ma almeno di poter esercitare il nostro ruolo di controllo», hanno scritto Ulderico Brogi (capogruppo della Lega), Lorenzo Piras e Paolo Pazzagli nella mail indirizzata alla prefetta di Grosseto, Paola Berardino.
I tre consiglieri della Lega puntano il dito contro il sindaco Limatola, lamentando come, nonostante lo scorrere dei mesi e delle scadenze fissate, non sia stata data alcuna risposta alle “interrogazioni urgenti” da loro presentate. Questioni che avrebbero dovuto ricevere risposta entro un mese, in maniera orale e in consiglio, ma che invece dopo tre mesi non sono ancora state prese in considerazione.
«Spesso i nostri interventi nell’assise non sono stati neppure registrati a verbale», lamentano i tre. Stanchi di essere ignorati e lasciati in disparte, nell’ultima seduta del consiglio comunale l’opposizione ha scelto di lasciare in apertura l’assise, per mandare un segnale forte.
«Tra l’altro, si trattava di situazioni legate al buon senso – spiegano gli esponenti del gruppo Lega – In una chiedevamo maggiore sicurezza per il parco giochi del paese, con illuminazione e telecamere, mentre l’altra richiesta riguardava il taglio di rami pericolosi attorno al campo sportivo».
Situazioni – sottolineano gli esponenti leghisti – che richiedevano risposte abbastanza semplici da fornire e, invece, dopo tutti questi mesi regna ancora il silenzio. «Non solo non si è visto nulla, ma non si è neppure capito cosa si vuole fare».
Da qui è nata la richiesta inviata fino al palazzo di governo, “sulla scrivania” della prefetta Berardino: «Le abbiamo chiesto di far rispettare al sindaco le nostre prerogative, che poi sono le stesse per tutti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione», spiegano Brogi, Piras e Pazzagli.
Le porte – dicono – vengono chiuse loro in faccia di fronte a ogni atto. Hanno richiesto di modificare lo statuto e i regolamenti per avere i documenti più importanti con qualche giorno di anticipo, così da poterli studiare e, magari, aiutare a migliorarli, ma neanche questa richiesta ha portato ai risultati sperati.
«L’unica cosa che otteniamo sono qualche sorriso, delle pacche sulle spalle e dei generici “avete ragione”. Ma noi non ci fermiamo», assicurano. «Pretenderemo sempre e in qualunque sede che le regole vengano rispettate».
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