Lutto
Già 25 mufloni trasferiti. Seguiranno interventi su conigli e tartarughe
Il progetto “Life Letsgo Giglio” sta percorrendo pian piano tutte le sue tappe
ISOLA DEL GIGLIO. Il progetto “Life Letsgo Giglio” sta percorrendo pian piano tutte le sue tappe. La prima e più in vista, ancora in corso, riguarda la rimozione dei mufloni dall’isola. Secondo step il contenimento del Fico degli ottentotti e, dalla prossima settimana in poi, via al ripristino di quattro ettari di foreste artificiali di pino d’Aleppo e pino domestico, per favorire la crescita e la piantagione dei lecci e di altri arbusti autoctoni.
Altri interventi riguarderanno il controllo del coniglio selvatico per ridurne l’impatto in ambienti aperti, compresi alcuni habitat utilizzati dagli uccelli migratori e nidificanti. Spazio anche al recupero e alla rimozione della Trachemys scripta, un tipo di tartaruga non originaria dell’isola che spesso viene abbandonata dalle classiche vaschette casalinghe e presente in grandi quantità nel fosso della Monaca. Saranno realizzati quattro stagni artificiali tra i 10 e i 20 metri quadri. «L’effetto complessivo del progetto – spiega il vicepresidente dell’Ente Parco Arcipelago Toscano, Stefano Feri – riguarda l’alleggerimento delle pressioni e delle minacce delle specie aliene sugli habitat originari. Andare a tutelare la presenza di quelle specie animali e vegetali che sono minacciate dalla presenza di specie importate dall’uomo». In stato avanzato il trasferimento dei mufloni nei centri convenzionati. «Stiamo seguendo l’accordo che abbiamo fatto con la Lav e con il Wwf – puntualizza Feri – e stiamo procedendo con la fase di cattura come concordato. Nei giorni scorsi sono stati effettuati altri trasferimenti nel centro Lav nei pressi di Semproniano. Ad oggi gli esemplari trasferiti dal Giglio ai vari centri, tra cui anche il Crasm, sono circa 25, che rappresentano una buona percentuale se si pensa alle stime che andavano dai 40 agli 80 esemplari prima che il progetto prendesse corpo». Per quanto riguarda la mufloncina che era stata oggetto di una petizione alcune settimane fa ancora non ci sono novità. «Abbiamo indicato ai tecnici impegnati sul territorio di monitorare anche in tal senso – puntualizza – ma al momento non ci è giunta nessuna notizia di avvistamenti, è probabile che sia ancora in giro sull’isola». Nei prossimi giorni prenderà il via anche il diradamento della pineta nei pressi di Giglio Castello, che farà spazio alla semina di una specie vegetale originaria dell’isola, il leccio. Parte del legname abbattuto sarà utilizzato sull’Isola. Il restante, viste le grandi quantità, sarà trasferito altrove. A.C.
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