Gioco
Sasso contro la finestra. Tutti prosciolti gli otto minorenni
Il gup ha stabilito l’irrilevanza penale dei danneggiamenti. Assoluzione per il disturbo della quiete diventato molestie
FIRENZE. Tutti prosciolti all’udienza preliminare gli otto giovani abitanti nella zona sud della provincia finiti davanti al giudice del Tribunale dei minorenni per un episodio di danneggiamento avvenuto l’11 giugno 2019: un sasso tirato contro una finestra. «Irrilevanza penale».
Così ha deciso la giudice Silvia Chiarantini, accogliendo del resto le richieste del pm Filippo Focardi, che pure un anno e mezzo fa aveva chiesto il processo. Il giudice ha prosciolto i due giovani (14 anni e 17 anni all’epoca) dall’accusa di danneggiamento appunto per irrilevanza penale. Tutti gli altri sono stati assolti per non aver commesso il fatto dall’accusa di danneggiamenti. Ha poi ritenuto che non ci sia stato disturbo della quiete pubblica e ha riqualificato il reato contestato in molestie, anche qui ritenendo l’irrilevanza penale. Erano sotto processo un quattordicenne, due quindicenni, quattro sedicenni e un diciassettenne (queste le età al momento dei fatti). Ciascuno ha parlato di fronte al giudice e hanno spiegato che credevano di non aver fatto nulla di rilevante penalmente. Si erano scusati già all’epoca, non hanno difficoltà a farlo nuovamente. Poche decine di minuti, poi il giudice si è ritirato per la decisione.
I ragazzi erano tutelati dagli avvocati Alessandro De Carolis Ginanneschi, Lucia Scotto, Anna Scotto, Iris Milano, Maurizio Infetti. Una vicenda che era stata definita «una ragazzata» dalle difese e che si è ridimensionata solamente all’udienza preliminare. Il fascicolo era partito d’ufficio, perché l’episodio era avvenuto in un centro storico.
Quella sera, intorno alle 23,30, gli otto ragazzi avrebbero preso di mira l’abitazione di una donna, oggi 54enne: schiamazzi in strada e, alle rimostranze della donna, avrebbero lanciato dei sassi, danneggiandole la finestra. La donna si era impaurita, aveva chiamato i carabinieri, aveva detto espressamente di voler rinunciare a sporgere querela. Il sasso sarebbe stato uno solo, scagliato da uno degli otto, e un secondo giovane avrebbe colpito la persiana con la mano: sono stati loro due quelli prosciolti per irrilevanza penale del danneggiamento contestato. La donna, che riposava all’interno, aveva sentito i colpi e si era spaventata, anche per l’ora tarda. La pattuglia dei carabinieri, chiamata, era intervenuta e aveva trovato lì davanti ancora due giovani. Erano rimasti lì, spiegano i legali, perché erano in perfetta buona fede, nessuno credeva di aver fatto qualcosa che possa portare a un procedimento penale. Quando vennero identificati, attraverso le loro parole i militari avevano ricostruito anche le generalità degli altri che erano presenti. Otto in tutto. Non tutti avevano partecipato, anzi qualcuno di loro si sarebbe diretto da tutt’altra parte, raggiungendo un’altra panchina. Ma le dichiarazioni avevano consentito di poter ipotizzare un concorso, ciascuno per la sua parte, in questo gesto. I genitori erano stati avvertiti, l’indomani insieme a loro i ragazzi si erano presentati per chiedere scusa, anche per farsi avanti per risarcire il danno.Avevano capito di di aver fatto qualcosa che non dovevano fare. La donna aveva ribadito di non voler fare denuncia, il danno non era stato formalizzato e del resto la donna non era nemmeno parte del processo. Adesso la conclusione di una vicenda che il giudice ha ricondotto nelle proporzioni adeguate.
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