Gioco
Il Comune ordina a 29 privati di potare 557 pini domestici quasi centenari
La strada di Alberese è ko per le radici, ma per i frontisti la manutenzione spetta all’ente. Il costo totale è 111mila euro
ALBERESE. Piantati ai margini della strada realizzata dall’Opera nazionale combattenti (Onc) nel 1930, i 557 pini domestici che si trovano lungo via di “Vallegiardino” ad Alberese (foto dell’agenzia Bf) rischiano di diventare un incubo per la trentina di proprietari dei poderi della zona.
Lo scorso 20 gennaio, infatti, gli assegnatari dei vecchi poderi dell’ex Onc si sono visti recapitare una lettera dal Comune di Grosseto che, entro 15 giorni, intimava loro la potatura delle piante quasi centenarie, in modo da mettere in sicurezza il transito lungo la strada comunale. Strada peraltro disastrata dalle radici dei pini che ne hanno deformato la carreggiata, e che richiederebbe un intervento urgente di manutenzione. Oggi quel tratto di viabilità – poco dopo Alberese, in direzione Roma – che collega la vecchia Aurelia alla ferrovia è diventata quasi un’attrazione per i turisti che visitano il Parco della Maremma. Che si fermano a fotografare proprio la prospettiva fornita dai rami delle piante che si intrecciano sopra la carreggiata formando una galleria naturale. Secondo il Comune di Grosseto quelle piante ricadono nelle particelle catastali di proprietà dei frontisti della strada, mentre per gli eredi delle famiglie venete che negli anni Trenta furono chiamati in Maremma come coloni per bonificare i terreni, quei pini ricadono nella fascia di rispetto della strada comunale. Quindi sono di competenza pubblica. Un problemino non di poco conto: perché calcolando in circa 200 euro il costo di potatura di una singola pianta, si arriva a un conto di 111.500 euro. Che divisi per i 29 assegnatari degli ex poderi dell’Onc comporterebbero più o meno una spesa di 3.850 ciascuno. «Quella strada – spiega Antonio Terribile, che segue la vicenda per conto della mamma ottantottenne che ancora vive nel podere che le fu assegnato prima della guerra – è stata realizzata nel 1930 dall’Opera nazionale combattenti per garantire l’accesso alle case assegnate ai coloni veneti che Mussolini portò in Maremma per bonificare e dissodare i campi. La strada venne realizzata in pietrisco, poi nel 1960 venne asfaltata e a partire da allora ogni vent’anni circa è stato rifatto il fondo per sistemare le radici dei pini e garantirne la percorribilità. In queste occasioni il Comune provvedeva anche alla potatura degli alberi, mentre nel corso degli anni, fra una potatura e l’altra, i frontisti provvedevano a rimuovere regolarmente i rami che cadevano o le piante che si essiccavano. Per questo motivo la recente lettera del Comune di Grosseto è stata una sorpresa inattesa, che ha generato sconcerto fra i residenti nella zona».
Tutta la vicenda è conseguenza della segnalazione che un paio di agricoltori hanno fatto ai carabinieri della stazione di Alberese rispetto alle attuali condizioni delle piante di “pinus pinea” (pino domestico) poste ai lati della strada per garantire l’ombreggiatura. A seguito di un sopralluogo dell’Arma, nel luglio scorso è stata inviata una comunicazione al Comune di Grosseto sulla pericolosità dei rami non potati da troppo tempo. A sua volta l’amministrazione comunale ha scritto ai frontisti intimando loro di procedere alla potatura degli alberi, per prevenire incidenti. «Dalle misurazioni che abbiamo fatto – spiega ancora Terribile – tra pino a pino ai due lati della strada ci sono 14 metri di distanza, e dalle mappe catastali che abbiamo consultato ci risulta che le alberature rientrano nella fascia demaniale larga 20 metri entro la quale è stata realizzata la viabilità. Nei prossimi giorni redigeremo una relazione tecnica e la spediremo agli uffici comunali. Chiedendo anche un intervento urgente di manutenzione straordinaria del fondo stradale, che è pericoloso per le macchine che transitano su via Vallegiardino».
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