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COVID: il caso 

A Follonica una classe costretta a fare lezione a casa: «Silenzio dalla scuola e dall'Asl, ora cosa dobbiamo fare?»

Maurizio Ceccarelli
A Follonica c'è una classe in didattica a distanza, ma né la Asl né la scuola inoltrano una comunicazione ufficiale ai genitori
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A Follonica c'è una classe in didattica a distanza, ma né la Asl né la scuola inoltrano una comunicazione ufficiale ai genitori

Alcuni genitori di alunni della Rodari di via Palermo lamentano la mancanza di comunicazioni ufficiali: una storia che ha dell'incredibile

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FOLLONICA. La pandemia è entrata nella fase più acuta dell’inverno e continua a creare non pochi disagi, soprattutto nelle scuole, al centro delle maggiori problematiche legate appunto al Covid 19. Questa volta a far sentire la loro voce sono alcuni genitori della scuola primaria Rodari di via Palermo a Follonica, che lamentano la mancanza di comunicazione da parte degli organi competenti. Il problema riguarda la poca chiarezza nella gestione delle quarantene legate alla positività di due bambini.

Da martedì 18 gennaio infatti ci sarebbero gli alunni di un’intera classe a casa in didattica a distanza, ma in realtà ad oggi nessuno, né l’azienda sanitaria né l’istituto scolastico ha fatto pervenire alla famiglie comunicazione dell’evolversi della situazione. Il problema sorge in quanto, non essendoci un comunicato ufficiale, ci sono alcuni genitori che hanno difficoltà a gestire i propri figli in Dad, dal momento che proprio la mancanza di una nota scritta non permette loro di giustificare la propria assenza nei confronti dei datori di lavoro. «Chiediamo chiarezza e chiediamo soprattutto di sapere quando finirà la quarantena che in modo regolare dovrebbe essere di dieci giorni – racconta il padre di un alunno –. Il secondo bambino che è risultato positivo è stato a scuola il 14 gennaio come ultimo giorno. Il 17 l’Azienda sanitaria ha ricevuto la positività del ragazzo quindi il tutto dovrebbe chiudersi prima della fine del mese, ma per il momento nessun documento ufficiale certifica tutto questo».

La scuola sostiene che l’Asl è al corrente della situazione ma che ancora non ha ricevuto nulla di scritto. Il 27 gennaio potrebbe essere l’ultimo giorno di quarantena ma è probabile che il tutto possa slittare al 1 febbraio in quanto c’è di mezzo il fine settimana. La richiesta dei genitori insomma è quella di avere uno scritto aggiornato che però in questo momento nessuna delle due parti chiamate in causa sembra poter garantire. «L’Asl ad oggi non ha ancora dato alcuna risposta – ribadiscono i genitori – e la scuola sostiene che non è in grado di fornire una certificazione perché non è di sua competenza. Noi ci troviamo nel mezzo ad una situazione difficile perché dobbiamo stare dietro ai nostri figli piccoli e cercare di farli stare in buona salute. Chiediamo solo che qualcuno si prenda carico delle nostre esigenze – concludono – abbiamo lavori e famiglie da portare avanti, insomma un po’ di attenzione in più sicuramente non guasterebbe». Una situazione ingarbugliata che per il momento non trova soluzione.

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