Grosseto, raccolta differenziata nel caos: sacchi per strada e scoppia la battaglia politica
Il consigliere comunale del Partito democratico, Stefano Rosini, attacca l'amministrazione comunale e ricorda la "scadenza" della tariffa puntuale
GROSSETO. «L’assessora Simona Petrucci è in grado di dirci quando avremo la tariffa puntuale dei rifiuti, che aveva annunciato per l'1 gennaio 2022?».
Lo chiede in una nota il consigliere comunale del Pd Stefano Rosini, con la quale interroga l’amministrazione comunale sulla data di partenza di una tariffa più equa di pagamento della Tari. «Dopo cinque anni la raccolta differenza – sottolinea il consigliere Rosini – è ancora in fase sperimentale: Ogni giorno vediamo questi cassonetti intelligenti, forse anche insufficienti per il numero degli abitanti, come sono invasi da rifiuti di ogni genere, le nuove isole ecologiche in molti casi si ritrovano ad essere vere e proprie discariche a cielo aperto con i rifiuti posti all’interno dei sacchi posati a terra nell’attesa del ritiro, e quest’ultimo spesso richiede anche alcuni giorni di attesa».
«I contenitori della differenziata – aggiunge – non si stanno rilevando idonei. Prendiamo un cartone della pizza, che dovrebbe andare nell’indifferenziata, ma finisce spesso nella carta e cartone perché il cassonetto è più capiente. Per non parlare del controllo: capita di ritrovare l’organico nella plastica o altri rifiuti non nel loro cassonetto. La ricetta? Servirebbe un chip, un QR-Code da dare ai cittadini».
Il consigliere del Pd Rosini chiede una tariffazione della Tari che sia in grado di far pagare i cittadini in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti e gettati nella spazzatura: «Il metodo “a tariffa puntuale significa calcolare un prezzo che è il risultato dei rifiuti prodotti dal singolo cittadino, o meglio dalla singola utenza (domestica e non domestica). Questo riuscirebbe a determinare una tariffa proporzionale, almeno in parte, alla fruizione del servizio di raccolta rifiuti. Il risultato finale sarebbe una tariffa calcolata attraverso il reale volume e l’effettivo peso dei singoli svuotamenti dell’utenza, con il risultato che chi saprà ridurre i rifiuti indifferenziati pagherà una bolletta più leggera. Questo sistema supererebbe il modello che si basa, ad esempio, sul criterio dei metri quadrati dell’immobile di residenza, indirizzandoci sul criterio della tariffa puntuale basato sulla quantità: chi meno rifiuti indifferenziati produrrà, meno spenderà, indipendentemente dall’abitazione in cui risiede».
Con la tariffa puntuale, secondo Rosini, si incentiverebbe una partecipazione diretta dei cittadini, premiando i comportamenti virtuosi di chi differenzia correttamente i materiali riciclabili e riduce al minimo i rifiuti non riciclabili, con il risultato di avere una riduzione dei costi sulla tariffa applicata. «Ci sarebbero benefici ambientali ed economici – sottolinea – e al tempo stesso l’ottenimento di una tassazione più equa, che sino ad oggi si è basata esclusivamente sulle dimensioni dell’immobile oltre che il numero di utenti, penalizzando sia molte famiglie a basso reddito che i possessori di seconde case, anche quelle inabitate per molti mesi all’anno. La tariffa puntuale equa e trasparente e la verifica del comportamento virtuoso potrà essere resa possibile dalla misurazione attraverso un sistema di lettura elettronico in cui la misurazione dei rifiuti potrà avvenire direttamente attraverso la rilevazione del peso, o indiretta mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza».
I vantaggi che si potrebbero ottenere adottando la tariffa puntuale sono molteplici: «Potremmo contare su un calcolo obiettivo dei costi del servizio di raccolta rifiuti per ogni singola utenza – conclude – evitando tariffe non eque, introducendo una tariffa in base alla reale produzione di rifiuto conferito; potremmo aumentare la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti a livello locale».
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