Il dolore
«È stato un evasore totale» Imprenditore edile imputato
Non avrebbe dichiarato redditi per 1 milione e 700mila euro nel 2012 e nel 2013 Ricostruiti dalla guardia di finanza gli accertamenti per le due srl di cui era titolare
Follonica. Evasore totale per due anni, il 2012 e il 2013, sia con una che con l’altra impresa di cui era legale rappresentante. La guardia di finanza ha calcolato per lui, complessivamente, più o meno un milione e 700mila euro di redditi di impresa per i quali non erano state presentate dichiarazioni, con un’evasione di Ires (le imposte sui redditi delle società) di 172mila per l’una e 181mila euro per l’altra società. Con queste accuse è sotto processo davanti al giudice Marco Bilisari un imprenditore del settore edile abitante a Follonica, Davide Alonge, 48 anni. Un processo che non è terminato ma che ieri ha vissuto la parte della testimonianza del brigadiere delle fiamme gialle di Castiglione della Pescaia che aveva condotto gli accertamenti con i colleghi.
L’accusa è articolata in tre parti. Una è inerente i redditi della DG Cos srl: nel 2013 per 387mila euro, nel 2014 per 720mila euro, per entrambi non avrebbe rispettato gli obblighi di presentazione dettati dalla legge, per entrambi vi sarebbe stata un’evasione di imposte superiore alla soglia di 50mila euro. La seconda riguarda la Wolf Group srl: redditi del 2012 per 272mila euro, del 2013 di 334mila euro, per entrambi contestata ancora l’evasione ai fini Ires. La terza contestazione è la distruzione delle scritture contabili di cui la conservazione è obbligatoria (anni 2011, 2012 e 2013), ai fini ancora di evadere le imposte; in questa circostanza si sarebbe avvalso di un prestanome. Sullo sfondo, come ha riferito il sottufficiale, c’è una denuncia, secondo la quale i documenti sarebbero stati custoditi in un’auto poi mandata a rottamare. «Una denuncia fatta tre giorni dopo l’inizio dei nostri accertamenti».
La guardia di finanza ha chiarito le modalità con le quali erano avvenuti gli accertamenti, modalità che sono state oggetto di richieste di precisazioni da parte del difensore, l’avvocato Leonardo Latini. Il brigadiere ha spiegato che erano stati sentiti i dipendenti di Dg Cos, esaminando le buste paga. I rapporti di lavoro intrattenuti erano stati accertati mediante le richieste rivolte alle ditte interessate: un elenco clienti era stato fornito dallo stesso Alonge, il resto del volume di affari era stato ricostruito attraverso i bonifici. A seconda degli anni, a partire dal 2010, era stata poi riscontrata dalle fiamme gialle la mancanza di fatture in numeri compresi tra sette e dodici. «Una singolarità di Dg Cos è che, mentre aumentavano i dipendenti, le entrate diminuivano», ha aggiunto il brigadiere. E per questo motivo erano stati utilizzati gli studi di settore, ha spiegato alla viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo. Una parte della documentazione era invece presente per la Wolf Group. L’imputato non era presente. Nella prossima udienza, a ottobre, saranno sentiti altri testimoni.
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