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Sedie per “prenotare” i posti Ecco i parcheggi dei furbetti

Andrea Capitani
Sedie per “prenotare” i posti Ecco i parcheggi dei furbetti

Da via Martiri d’Ungheria a via del Molo i casi di sosta selvaggia si sprecano  Bombole e pancali nel posto macchina: «Un campionario da professionisti» 

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MONTE ARGENTARIO. Parcheggi selvaggi, scooter e cassette per tenere i posti auto, a Porto Santo Stefano i residenti sbottano.

Una pratica che prosegue da decenni ma che, a molti, ancora non va giù: sono in molti i “furbi” del parcheggio che, vista la carenza di posti auto soprattutto in alcune vie del paese, cercano una scappatoia per evitare di perdere l’area di sosta “conquistata” con le unghie e con i denti.

Succede per lo più in estate, quando il turismo fa salire vertiginosamente il numero delle persone che si spostano con i propri mezzi, ma anche in inverno si notano atteggiamenti che provocano l’ira di chi è costretto ad assistere quasi impotente. Un costume a cui molti rinuncerebbero volentieri. «Per chi vive in via Martiri d’Ungheria come me – segnala un residente di Porto Santo Stefano – sa quanto sia difficile, se non impossibile, specialmente la sera, trovare parcheggio. Ci sono persone che invece hanno la bella idea di mettere il motorino con il bloccasterzo inserito ogni volta che spostano la macchina, in modo da avere sempre il posto sotto casa al ritorno. Questa situazione va avanti da diversi mesi, non ne possiamo più».

E così tante altre situazioni che spesso si verificano e che vengono segnalate dai cittadini anche sui portali Facebook del promontorio. «Sulla pagina “Argentario: chi se ne frega è perduto” – spiega il gestore Claudio Busonero – ho cercato di sensibilizzare a più riprese questo problema che spesso vediamo a Porto Santo Stefano. Più di una volta sono arrivate segnalazioni che testimoniano di bombole, sedie e pancali messi a occupare il posto macchina. Altri che fanno i furbi piazzando lo scooter per lungo, occupando più spazio possibile ogni volta che spostano la macchina, in maniera da ritrovare il posto quando ritornano. Sono lavori quasi di fino, da “professionisti”. Ad esempio, nel centro storico se ne trovano a tonnellate di situazioni del genere. Oppure in via Martiri d’Ungheria, ma anche in via del Molo spesso si trovano parcheggi selvaggi. Visto che si pubblicizzano tanto le regole da rispettare, bisognerebbe fare un bel giro in paese e togliere tutti quei dissuasori di parcheggio alla buona e monitorare il comportamento di chi ha casa, negozio o magazzino lì davanti. Chi paga il passo carrabile è un “fesso”, mentre gli altri sono i furbi o i prepotenti». E via del Molo è proprio una di quelle in cui le regole sembrano valere meno, come si può vedere nella foto. C’è poi l’usanza di alcuni cittadini di non riportare il carrello al supermercato lasciandolo sotto casa (qui non c’entra la sosta selvaggia). E così molti auspicano il ritorno dell’educazione civica nelle scuole.

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