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Una casa per disabili Fondazione Il Sole corona il progetto del “Dopo di noi”

Sara Landi
Una casa per disabili Fondazione Il Sole corona il progetto del “Dopo di noi”

Il Comune di Grosseto assegna un appartamento  ai non autosufficienti rimasti senza gli anziani genitori

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GROSSETO. La prima ad aprire le porte è stata Casa Piero in via Piemonte nel 2019, poi si è aggiunta Casa Rosanna in via Eduardo De Filippo. Adesso, grazie al Comune di Grosseto, arriva un terzo alloggio che la Fondazione Il Sole Onlus di Grosseto potrà destinare al progetto “Dopo di noi” per dare risposta all’angoscia dei genitori anziani che non sanno a chi affidare i loro figli disabili dopo la propria morte.

Grazie a un progetto partito con la precedente assessora al sociale Mirella Milli e portato a compimento dall’attuale, Sara Minozzi, il Comune ha individuato e assegnato alla Fondazione un appartamento di cento metri quadri di proprietà dell’Edilizia provinciale grossetana (Epg) che si trova al quarto piano del torrino di via Grecia 16.

L’alloggio è composto da soggiorno, cucina, tre camere e due bagni ed è stato recentemente ristrutturato dall’Epg. Ha le caratteristiche ideali per ospitare, come succede già negli altri due appartamenti, un gruppo di quattro persone con disabilità e gli operatori che 24 ore su 24 si alterneranno nella casa per seguire gli ospiti e aiutarli nel loro percorso di autonomia.

È il coordinatore della Fondazione Roberto Marcucci a spiegare come si formerà il gruppo destinato a risiedere stabilmente nel nuovo appartamento donato dal Comune: «Il primo step è quello che chiamiamo l’addestramento all’autonomia: durante questa fase 16 ragazzi a gruppi di quattro ruotano nella casa e sperimentano cosa significa coabitare con altre persone, prendersi cura degli spazi comuni oltre che delle proprie cose, sempre seguiti dai nostri operatori. Questo ci permette di valutare le autonomie e le attitudini di ciascuno rispetto a una vita di comunità, in vista della loro definitiva uscita dal nucleo familiare originario. Chi fa questa esperienza acquisisce delle competenze importanti che comunque gli serviranno anche se non entra a far parte del gruppo che si trasferirà in via Grecia. Alla fine di questo percorso che richiede tempo e molti tentativi individuiamo il gruppo di quattro persone che va a vivere stabilmente nel nuovo appartamento».

Oltre a beneficiare del nuovo alloggio la Fondazione Il Sole può guardare con serenità al futuro di questo progetto anche grazie a due aziende, Gergas e Estra, che fanno parte delle “Aziende alla luce del Sole”, una novantina di imprese maremmane che sostengono concretamente i progetti della Fondazione: in particolare Gergas e Estra con un contributo annuale coprono le spese energetiche per gli appartamenti del “dopo di noi”.

Dalla Gergas (Grosseto Energia Reti Gas) sottolineano che «l’operato della Fondazione Il Sole è moralmente e socialmente ammirevole. Non si pensa mai abbastanza all’aiuto che possa servire a persone con disabilità e alle loro famiglie. Per questo Gergas ormai da qualche anno sostiene la loro mission ritenendola una tra le più valide e concrete».

«Adoperarsi alla costruzione di percorsi di autonomia per persone con disabilità – dice il vicedirettore generale di Estra Fabio Cannari – è un progetto importante e ammirevole. Coniugare Estra con la Fondazione Il Sole è per noi motivo di orgoglio e di soddisfazione. Un plauso per l’attività della Fondazione da cui possiamo prendere esempio per adottare e consolidare principi, quali l’impegno costante nel conseguire i risultati, la ricerca del continuo miglioramento e il rispetto per le persone, come nostra filosofia aziendale».

«Il “dopo di noi” è un tema fondamentale che ci sta molto a cuore – sottolinea l’assessora Minozzi – Ringrazio gli attori di questo percorso, il Comune, Epg, Gergas e Estra e Mirella Milli che al progetto ha dato avvio».

Il vicepresidente della Fondazione Marco Scandroglio guarda ancora più lontano: «Si apre la strada a una collaborazione più stretta con il Comune di Grosseto per dare risposte articolate alle persone con disabilità psichica, intellettiva, relazionale e con multidisabilità rispetto a un tema come quello del dopo di noi che tanto preoccupa le famiglie. Ci piacerebbe davvero molto che entro la fine di questo mandato amministrativo nella nostra città ci fosse una rete strutturata di appartamenti per il dopo di noi, messa in piedi in collaborazione con l’amministrazione comunale. Siamo infatti fermamente convinti che la strada maestra sia una collaborazione stretta fra enti pubblici e terzo settore».

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