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Truffa per La Lanterna è partito il processo

Pierluigi Sposato
Truffa per La Lanterna è partito il processo

Sotto accusa Evans Capuano e il suo presunto prestanome Respinta l’eccezione difensiva di incompetenza territoriale

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grosseto. Rimane a Grosseto il processo per trasferimento fraudolento di valori e truffa che vede imputati il commercialista follonichese di origine elbana Evans Capuano e l’uomo che la Procura ritiene essere stato il suo prestanome, Shpetim Citozi, abitante a Follonica.

Lo ha deciso il collegio del Tribunale di Grosseto (Laura Di Girolamo presidente, Andrea Stramenga, Marco Bilisari) davanti al quale è di fatto iniziato il processo per la vendita del ristorante La Lanterna di Porto Azzurro. I giudici hanno respinto le eccezioni difensive (avvocati Valentina Chech e Marco Ciccocioppo), ritenendo che il luogo in cui si è consumato il reato contestato debba essere quello in cui è avvenuto il trasferimento della titolarità delle quote del ristorante, cioè nello studio del notaio di Roccastrada, nell’aprile 2019.

Ed è stato fissato anche il calendario delle prime tre udienze, tutte ad aprile, quelle nelle quali saranno sentiti gli ufficiali di polizia giudiziaria che avevano compiuto gli accertamenti, guardia di finanza e carabinieri; saranno citati dal pubblico ministero Anna Pensabene. Gli imputati non erano presenti. La famiglia Galvani (Giorgio è morto nel 2020) si è costituita parte civile ed è rappresentata dall’avvocato Massimiliano Albanese.

Quali le accuse? Capuano avrebbe prospettato a Galvani la cessione delle quote della Galvani srl per 350mila euro e avrebbe esibito una polizza assicurativa a garanzia del pagamento. Avrebbe così indotto in errore Galvani, perché formalmente l’acquirente sarebbe stato sì Citozi ma di fatto sarebbe stato Capuano. Entrambi avrebbero poi consegnato a Galvani un assegno da 200mila euro (per il pagamento parziale) risultato scoperto. L’altra contestazione riguarda la presunta violazione delle disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali, in relazione al passaggio di un immobile: davanti al notaio sarebbe stato fittiziamente attribuito a Citozi (ma Capuano sarebbe stato l’acquirente reale, appunto) la titolarità del capitale sociale della Galvani srl, titolare della concessione demaniale di quello stesso immobile.

Il ristorante “La Lanterna” fu messo sotto sequestro nel settembre del 2020. Secondo le conclusioni di fiamme gialle e carabinieri, il complesso (compresa la concessione demaniale per un tratto di spiaggia) avrebbe avuto un valore di 350mila euro. L’azienda è poi stata assegnata in gestione per garantire la continuità aziendale. La gestione era stata presa, all’asta, da Elisabetta Cillerai, agente immobiliare all’Isola d’Elba: indagata, anche lei sarebbe stata una prestanome di Capuano, con il quale aveva avuto una relazione.

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