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Ospedale, aggressioni «Serve più sicurezza»

Ospedale, aggressioni «Serve più sicurezza»

Sacchetti (Uil Fpl) sollecita l’Asl ad adottare misure  Spadi (Pd) propone una “sorveglianza attiva” per i sanitari

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GROSSETO. Ancora reazioni sull’aggressione con botte e strattonamenti ai danni di un’Oss (operatrice socio sanitaria) da parte di una coppia, avvenuta giovedì 13 gennaio al Pronto soccorso dell’ospedale Misericordia” di Grosseto.

Uil Fpl

«Chi lavora al Pronto soccorso oppure nelle aree Obi, Covid etc attigue – dice Sergio Sacchetti, segretario generale di Uil Fpl Toscana sud – diventa troppo spesso “bersaglio” inerme di aggressioni verbali e anche fisiche, in un contesto lavorativo sempre più esasperato (Covid-Sars-2, carenza cronica di personale, ecc). In questi ambienti non possono neppure essere prorogate le valenti professionalità infermieristiche assunte per “Covid” a tempo determinato e formatesi “sul campo”, dato che le modalità di assunzione disposte a suo tempo da Estar Toscana non lo consentono. Queste situazioni (aggressioni ai danni degli operatori sanitari) si verificano da anni, ovvero da ben prima del manifestarsi della Covid. Ci sono (ex) operatrici sanitarie, purtroppo “rovinate” sia mentalmente che fisicamente, da aggressioni di persone pericolose e intemperanti, senza che si siano state mai prese dall’azienda sanitaria adeguate, doverose e opportune contro misure. Ci auguriamo che questo ennesimo e deprecabile episodio possa essere messo finalmente nella giusta luce per individuare le opportune e stabili soluzioni. Tra l’altro, nella stragrande maggioranza dei casi, gli stessi sono dovuti a personaggi ben noti alle forze dell’ordine (ma anche ai servizi sociali. Garantire l’incolumità e la tranquillità dii lavoratori e lavoratrici che operano nell’area critica è una sacrosanta aspettativa. I provvedimenti da adottare da parte dell’Asl per garantire la sicurezza in ospedale sono doverosi e ineludibili, e questo “va al di là” dell’altrettanto doveroso potenziamento del personale. Serve una vera e propria “security” per la comunità sanitaria che opera al pronto soccorso e nelle aree Obi, Covid e attigue, e subito. Riteniamo che qualsiasi cosa accadrà a lavoratrici e lavoratori della comunità sanitaria sarà purtroppo imputabile al non tempestivo e risolutivo intervento dell’azienda sanitaria Toscana Sud Est».

Donatella Spadi

«Più tutela nei confronti dei professionisti sanitarie una vigilanza attiva, in ospedale, che permetta loro di lavorare al meglio senza essere minacciati o aggrediti». È quanto chiede Donatella Spadi, consigliera regionale Pd e membro della commissione Sanità. «Fatti del genere – commenta – non dovrebbero mai accadere, ma purtroppo ne registriamo ogni giorno in tutta Italia. Dovremo ripensare alla sicurezza del personale sanitario – conclude il consigliere regionale – Queste notizie ci fanno capire come una sorveglianza attiva sia indispensabile all’interno delle strutture ospedaliere, consentendo a tutti gli operatori di lavorare in sicurezza. Sicuramente il periodo di forte stress negli ospedali si può ripercuotere sui pazienti, ma questo non giustifica gli atti di violenza e le mancanze di rispetto verso chi, con professionalità e impegno, lavora per assicurare la nostra salute».



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