Sicurezza
Erutta il vulcano nel Pacifico e l’onda d’urto arriva a Castiglione
La stazione del Lamma ha rilevato il picco della pressione dopo un viaggio di 17mila chilometri dalle isole Tonga
Massimiliano Frascino
GROSSETO. È praticamente la dimostrazione del cosiddetto “effetto farfalla” quel che è successo sabato scorso alla stazione meteorologica di Castiglione della Pescaia, gestita dal Consorzio Lamma, il laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale della Regione Toscana che fra le altre cose si occupa di previsioni meteorologiche.
La stazione meteo ha infatti rilevato lo spostamento d’aria generato dall’eccezionale eruzione del vulcano sottomarino Hunga-Tonga-Hunga-Ha’apai, localizzato nell’arcipelago delle Isole Tonga. Un’area nel sud dell’oceano Pacifico dove sono disseminati 170 isole e isolotti, a metà strada tra la Nuova Zelanda e le Hawaii.
«L’onda d’urto – spiega Roberto Costantini, accademico dei Georgofili e responsabile del Lamma per la provincia di Grosseto – si sposta comprimendo e poi “rilasciando” le particelle dell’atmosfera, alla stregua di quello che accade nell’acqua, anche se in forma meno evidente. La cosa veramente interessante è vedere come tale “onda” riesca a raggiungere distanze incredibili. La prova di questo fenomeno fisico ce l’hanno fornita i sensori delle stazioni meteorologiche del Lamma, che alle ore 21 di sabato 15 gennaio, a circa 16 ore dall’esplosione e dopo un viaggio di 17mila chilometri, hanno registrato l’arrivo dell’onda d’urto. Che si è manifestata con un picco della pressione atmosferica, seguito immediatamente da un minimo relativo, il cosiddetto “rilascio” dell’onda, e il conseguente ritorno alla condizione di normalità». Normalità che è di là da venire nell’arcipelago di Tonga, dove anche ieri si è verificata una seconda fortissima esplosione. Con tsunami che si sono abbattuti sulle spiagge delle isole tongane, interessando secondo la Croce Rossa almeno 80mila persone che vivono in quel quadrante dell’oceano. L’allarme per gli effetti degli tsunami, oltre che gli arcipelaghi di Australia, Nuova Zelanda e Usa, riguarda anche le coste del Giappone, dove sono previste onde altre più di tre metri. Secondo i calcoli degli studiosi di vulcanologia, infatti, eruzioni così potenti dello Hunga-Tonga-Hunga-Ha’apai, con una colonna di ceneri e vapori alta 20 chilometri, si verificano mediamente una volta ogni mille anni. «La variazione della pressione atmosferica registrata dai nostri strumenti nella stazione meteo di Castiglione della Pescaia – aggiunge Costantini – è stata in senso metaforico una specie di “schiaffo”, incremento barico, con un picco istantaneo di circa 2 hPa (ettoPascal), unità di misura della pressione, e relativo minimo di quasi pari valore. Evidenziato in forma grafica dalla classica forma dell’onda con cresta e gola, risultato dell’elaborazione dei parametri pressori rilevati. Le immagini satellitari dell’eruzione vulcanica, invece, ci restituiscono un alone chiaro intorno alla nube più densa di cenere e gas: quella è l’aria compressa, ovverosia la visualizzazione dell’onda d’urto che si propaga. Fino ad arrivare da noi».
Nel film Jurassic Park uno dei protagonisti dice una frase diventata celebre: «una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece del sole». È praticamente la spiegazione divulgativa della “teoria del caos”, che nel 1963 lo studioso Edward Lorenz analizzò partendo proprio dal cosiddetto “effetto farfalla”. Dimostrando con i suoi modelli matematici che in meteorologia piccole variazioni nelle condizioni iniziali producono grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema.
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