Il Tirreno

Grosseto

compleanno speciale 

Sfuggì ai tedeschi L’appuntato Armenia compie cento anni

Maurizio Caldarelli
Sfuggì ai tedeschi L’appuntato Armenia compie cento anni

Ha tagliato il traguardo (e la torta) con la sua bella famiglia Lucidissimo, vive ben protetto dopo tre dosi di vaccino

2 MINUTI DI LETTURA





Maurizio Caldarelli

GROSSETO. Un grossetano d’adozione, Giuseppe Armenia, ha tagliato ieri il traguardo dei cento anni di vita, festeggiato dalle figlie, dai nipoti Dario, Alessia, Marco ed Elisa e dall’amato bisnipote Leonardo. Quella di Giuseppe, appuntato della Guardia di finanza in pensione, arrivato in Maremma nel lontano 1964, non è stata una vita semplice, ma con tanta forza di volontà e amore per la famiglia lo ha portato al taglio della torta di ieri pomeriggio con una lucidità sorprendente.

Nato a Modica, in provincia di Ragusa, Giuseppe ha vissuto l’esperienza della seconda guerra mondiale, conoscendo anche un periodo di prigionia. Sfuggito a una retata di tedeschi, si rifugiò per due anni in una famiglia di Verona. Una volta rientrato nella sua amata Sicilia s’arruolò nelle fiamme gialle e dopo qualche anno fu destinato a Grosseto, dove fu accompagnato dalla moglie Graziella e dalle figlie Franca Lucia e Anna Rosa. «Nostro padre – ricorda Anna Rosa – ha fatto diversi tentativi di trasferimento, ma alla fine ha scelto di rimanere a Grosseto, nella sua casa di via Cesare Battisti».

Giuseppe Armenia è rimasto vedovo nel 2018, dopo ben 66 anni di matrimonio con Graziella, morta a 90 anni: «È stato un brutto colpo: erano un corpo e un’anima. Usciva dall’ufficio alle 17 e alle 17,01 era già in casa per stare con i suoi più affetti più cari. Non aveva grandi svaghi, la sua passione era la famiglia».

Una volta in pensione, però, Giuseppe acquistò un pezzetto di terreno dopo il cimitero di Sterpeto, in via Scansanese, dove mise in piedi un piccolo orto, che gli serviva per passare il tempo. Da un anno non esce quasi più, ma tiene la mente allenata guardando la televisione, leggendo il giornale e ricordando i tempi che furono. «Cerchiamo di coinvolgerlo nelle cose quotidiane – sottolinea Anna Rosa – Il fatto che sono medico lo fa sentire protetto, tranquillo. Lui ha fatto le tre dosi di vaccino, ma è dispiaciuto di quello che sta accadendo con la pandemia, pensando a tutti noi e alle persone che muoiono o che stanno male. Scuote la testa e dice: “che momenti”».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa