Il Tirreno

Grosseto

Balducci, la memoria non muore Gli amici omaggiano il campione

El. G.
Balducci, la memoria non muore Gli amici omaggiano il campione

Barista, ristoratore e “maestro” di scherma, morì il 17 gennaio 2021 Tra gli hobby, i viaggi con il cagnolino a bordo di camionette e sidecar 

2 MINUTI DI LETTURA





un anno dopo

Campione di scherma, storico imprenditore che negli anni ha gestito – con la sua impronta personalissima – alcuni dei più importanti locali cittadini. Amico fedele e sincero, sempre presente e disponibile e soprattutto “vivo” e pieno di passioni, a partire dal suo mitico sidecar che si dilettava a guidare con il simpatico cagnolino a fianco. Il ricordo di lui non tramonterà mai, anzi.

È passato un anno dalla scomparsa di Giovanni Balducci, avvenuta il 17 gennaio 2021 e il figlio e gli amici cui lui era particolarmente legato, in particolare Daniele Tanini, si riuniscono per ricordarlo con immenso affetto. Balducci morì nella notte a 85 anni. Con lui Grosseto perse davvero un’istituzione. Il suo nome era legato soprattutto al mondo della ristorazione e dei bar. Per anni Giovanni aveva avuto il ristorante Il Giogo in via Cesare Battisti, nel cuore della città, ma lunga e intensa fu anche l’esperienza con il bar Parioli di viale Telamonio e del bar Italia, grazie ai quali Balducci si era guadagnato a buon diritto il titolo di uno dei baristi storici del capoluogo. Negli anni Cinquanta la sua fama era stata legata allo sport. Era stato campione di scherma e un grande sportivo. Memorabile fu nel 1958 la partecipazione alla giornata olimpica, al palazzetto dello sport di Grosseto, organizzata da Coni provinciale. «Lo chiamavano “il mancino» – raccontò il figlio Mirco un anno fa quando Balducci venne a mancare – perché tirava di sinistra ed era molto insidioso». Il campione coltivava anche tanti hobby. In primis era un estimatore di auto e mezzi “vintage”. Iscritto all’Associazione auto d’epoca, aveva una camionetta militare con cui andava anche a caccia con il cane Fury, e uno splendido sidecar, con cui si divertiva tantissimo a gironzolare, sempre con il quattrozampe. «Mio padre amava la vita, aveva una grandissima voglia di vivere ed è stato un grande babbo», lo ricordava ancora il figlio Mirco un anno fa. Anche Tanini e gli altri amici, non lo dimenticheranno. «È passato un anno. Lo ricordiamo con affetto». El. G.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web