Gioco
L’ingegner Luschi davanti alla foto del miracolo
C’era un visitatore speciale, ieri, all’inaugurazione della mostra di Carlo Tardani: l’ex ingegnere della Provincia, Massimo Luschi. All’epoca del naufragio Luschi era capo della Protezione civile provinciale e fu colui che firmò i collaudi per le strutture che sostenevano la nave per la rimozione.
Luschi ieri si è soffermato a lungo davanti a una foto in particolare, quella che mostra la nave ormai in asse, pesantemente danneggiata, affaticata e quasi sul punto di implodere. «Temevano danni strutturali – ricorda Luschi – Si sentivano gli scricchiolii delle lamiere e l’acqua che defluiva dai piani. Ricordo che erano le 4 di notte... Poi finalmente si capì che non c’erano». Solo in quel momento gli ingegneri e i tecnici ebbero la certezza che l’incubo stava per finire, che la Concordia poteva essere rimossa, tutta intera, senza danni per l’isola. E proprio per esprimere la propria riconoscenza alla Protezione civile ieri il sindaco del Giglio ha regalato alla sala operativa una stele.
Nella altre foto di queste pagine, in bianco e nero alcuni degli scatti di Tardani per la mostra e il libro. A destra, in alto Polvani (a sinistra) e Tardani e, sotto, l’inaugurazione della mostra col presidente Limatola e la prefetta Berardino (Bf) e, ancora, Luschi (in alto) e Tardani con la prefetta.
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