Il Tirreno

Grosseto

SOS PRONTO SOCCORSO 

Ordinano una pizza e aggrediscono operatrice: «Ora basta»

Fp Cgil: «Solo l’ultimo episodio di una lunga serie Troppa pressione sui pochi lavoratori in servizio»

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GROSSETO. Giovedì sera movimentato al pronto soccorso di Grosseto, dove una coppia di giovani portati al Misericordia da un’ambulanza dell’emergenza territoriale hanno aggredito un’operatrice socio sanitaria.

I due, che già sono conosciuti dal personale del pronto soccorso, erano ricoverati nel reparto di osservazione breve intensiva del pronto soccorso, all’interno della bolla Covid perché positivi al coronavirus.

L’aggressione è avvenuta dopo che i due giovani si erano visti rifiutare la possibilità di ordinare una pizza come avrebbero voluto. Il personale ospedaliero aveva infatti detto ai due che presto sarebbe stato portato il vitto il vitto e che non era possibile far arrivare cibo dall’esterno.

Ad aggredire l’operatrice dell’azienda sanitaria è stata in prima battuta la ragazza, che l’ha colpita alla testa con un oggetto. A seguito della baruffa motivata da una crisi psicotica, è intervenuto anche l’amico, ma subito sono scattati i colleghi che li hanno bloccati.

L’operatrice sociosanitaria ha riportato alcune contusioni.

Su questo ennesimo episodio di aggressione è subito intervenuta la funzione pubblica della Cgil per voce del segretario generale della Fp Cgil Salvatore Gallotta, della responsabile sanità Fp Cgil di Grosseto Alda Cardelli, e del coordinatore Fp Cgil Toscana sud est Antonio Melley, denunciando «il grave episodio accaduto, ultimo di una lunga serie. Con aggressioni fisiche e verbali alle quali è sottoposto il personale dei presidi sanitari. E in particolare il servizio di emergenza urgenza, dove tutti gli operatori sono impegnati in prima linea nell’assistenza sanitaria, oltre che nel contrasto alla diffusione del Covid».

Esprimendo la propria solidarietà alla collega aggredita, Gallotta, Cardelli e Melley chiedono «azioni reali e urgenti per evitare il ripetersi di queste situazioni. Poiché, a quanto ci risulta, ancora oggi al pronto soccorso del Misericordia sono presenti quegli stessi elementi di criticità che non sono stati rimossi neppure dopo l’intervento delle forze dell’ordine».

Per i sindacalisti «l’aumento dei contagi, con il conseguente sovraccarico dei servizi sanitari pubblici, è sicuramente un fattore importante nell’esasperare un clima di conflittualità che genera problemi nel rapporto tra utenti e dipendenti. Questo accade perché il Servizio sanitario regionale non è stato messo in grado di rispondere al ripresentarsi di fasi epidemiche (le famose “ondate”) a distanza di quasi due anni dall’inizio della pandemia».

La Fp Cgil lamenta che le strutture aziendali sono in crisi a causa della sempre maggior carenza di tutte le figure professionali, determinata dal blocco delle assunzioni stabilito dalla Regione Toscana ormai 6 mesi or sono, e dall’aumento dei contagi tra i dipendenti. «Ad esempio – dicono – a fronte di una carenza di oltre 330 infermieri in tutta la Sud est, ne stanno per essere assunti solo 150 (meno della metà), ma nel frattempo ne sono venuti a mancare altri 50 per vari motivi (Covid, infortuni, malattie, ecc.) e altri stanno andando in pensione».

La funzione pubblica sottolinea come le «Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) non riescono a fornire un servizio accettabile, le ambulanze chiamate Covid non sono state riattivate, il tracciamento è approssimativo e i laboratori non riescono a smaltire i tamponi, nonostante gli operatori siano stati richiamati dalle ferie (che sono ancora quelle del 2020, non fruite), mentre alla quasi totalità degli operatori vengono assegnati turni di lavoro in più e prestazioni aggiuntive al di fuori dell’orario di lavoro».

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