Il dolore
Marito e moglie prosciolti «Non ci fu prostituzione»
Erano accusati per l’attività che si sarebbe svolta in un centro massaggi Il locale di via Colombo era stato messo sotto sequestro nel luglio 2013
follonica. Alla fine del luglio 2013 erano scattati i sigilli e anche l’arresto della titolare: il sospetto era che in quel centro massaggi si praticasse la prostituzione e che la titolare l’avesse controllata, diretta, amministrata, favorita e sfruttata. Lei era stata arrestata, il marito denunciato in concorso per le medesime ipotesi.
Assistiti dagli avvocati Giovanni Checcacci (in aula Francesca Pietracaprina) e Davide Lera, adesso sono stati entrambi assolti dal Tribunale di Grosseto: il fatto non sussiste. I giudici del collegio (Adolfo Di Zenzo presidente, Andrea Stramenga, Laura Previti) hanno anche ordinato il dissequestro del locale di via Colombro.
Erano finiti sotto accusa Yue Yan Zhou, nazionalità cinese, 48 anni, e il marito Hao Hu Cong. Entrambi accusati di aver nascosto un’attività di prostitutizione dietro all’insegna della Asd Viola discipline orientali club.
Le indagini dei carabinieri erano partiti dallo strano via vai che era stato notato nel locale; i militari avevano compiuto accertamenti, avevano ascoltato i frequentatori del centro di via Colombo, avevano messo sotto controllo le conversazioni telefoniche, avevano reperito la pubblicità dell’attività e alla fine erano entrati in azione, con l’arresto della donna, convalidato poi dal gip.
Lei, intestataria del contratto di affitto, sarebbe stata sorpresa mentre riceveva il compenso di una prostituzione sessuale. Alcune donne cinesi sarebbero state reclutate per l’attività e il prezzo delle prestazioni sarebbe stato riscosso dai titolari; inoltre, gli imputati avrebbero anche cercato clienti mediante la pubblicazione di inserzioni su un sito internet occupandosi poi dalla gestione dei contatti telefonici con gli uomini interessati, accogliendoli nel locale e presentandoli alle ragazze.
L’aver messo a disposizione il locale avrebbe comportato la sussistenza del favoreggiamento.
Il pubblico ministero Giovanni De Marco si è detto convinto della responsabilità dei due imputati, chiedendo condanne a tre anni e sei mesi più 1.200 euro e a due anni e sei mesi più mille euro di multa.
I difensori sono stati di diverso avviso, sostenendo che non vi fosse altro che attività di massaggi, e il collegio ha accolto le loro tesi, assolvendoli pur se con la formula dubitativa.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.
P.S.
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