La manifestazione
Braccianti agricoli Cresce il timore per la manodopera
Il 42% degli operai viene da Paesi in cui sono somministrati vaccini non riconosciuti in Italia. Circa 1.500 gli over 50
GROSSETO. Con l’arrivo dell’obbligo vaccinale per gli over 50, in provincia di Grosseto si profila il rischio della carenza di manodopera. A sollevare la questione è Coldiretti.
Proprio in Maremma è infatti fortissima (anzi è la più forte in Toscana) la presenza di stranieri provenienti da Paesi in cui vengono utilizzati vaccini non riconosciuti in Italia come Sputnik, Sinovac o Sinopharm.
Secondo i numeri forniti da Coldiretti, sono 10.218 gli operai agricoli totali che lavorano in provincia (di cui 3.000 sono over 50). Ben il 42% del totale (che è una percentuale altissima) sono stranieri e provenienti da 136 paesi diversi, cioè sono 4.888. Di questi, Coldiretti stima che siano circa 1500 gli over 50. Dunque 1.500 sarebbero i braccianti stranieri (provenienti da luoghi in cui sono somministrati vaccini non riconosciuti in Italia) che entro il 15 febbraio devono essere in regola con l’obbligo vaccinale per avere il super Green pass e lavorare, secondo le disposizioni in vigore in Italia. Si annuncia una corsa contro il tempo. Sia per le vaccinazioni da parte dei braccianti, sia per la verifica e il reperimento di manodopera in regola da parte dei datori di lavoro.
A manifestare preoccupazione è il presidente di Coldiretti Toscana e delegato confederale, Fabrizio Filippi. «Le nuove disposizioni del Governo con l’obbligo vaccinale per gli over 50, peraltro giuste, possono portare – spiega lui – complicazioni nel momento in cui arriva la stagione dei raccolti e servono braccia. Un operaio agricolo su tre deve sottostare alla normativa secondo le nostre stime. Una buona parte degli operai agricoli arrivano da parti del mondo in cui i vaccini fatti non sono riconosciuti nel nostro paese. L’opera che facciamo è di sensibilizzazione e di monitoraggio. E poi abbiamo fatto anche di più: abbiamo chiesto che possano lavorare anche coloro che oggi stanno approfittando di norme come gli ammortizzatori sociali». Con la prossima ripresa delle attività agricole, in primavera, è facile dunque prevedere l’accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne per garantire l’approvvigionamento alimentare della popolazione in un momento in cui con la pandemia – continua Coldiretti – si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l’energia e il cibo. In questo contesto – sottolinea Coldiretti – va segnalato che le difficoltà agli spostamenti dei lavoratori alle frontiere per effetto della pandemia, ha ridotto la presenza di lavoratori stranieri e aumentato quella degli italiani che sono tornati a considerare il lavoro in agricoltura una interessante opportunità. Secondo Coldiretti, «per favorire un cambio generazionale in un momento di crescente interesse per il lavoro in campagna a contatto con la natura è importante introdurre strumenti di flessibilità che consentano ai giovani italiani di fare un’esperienza in agricoltura dove accanto alle figure tradizionali come potatori di alberi da frutta, olivi e vigne o ai trattoristi si apre la sfida digitale con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet per combattere i cambiamenti climatici, salvare l’ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni».
Per cogliere questa opportunità e garantire adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti, secondo l’associazione «è urgente adottare strumenti concordati con i sindacati, che consentano anche a studenti, pensionati e percettori di ammortizzatori sociali di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi per sopperire alla mancanza di manodopera», spiega Milena Sanna, direttrice Coldiretti Grosseto rilanciando anche a livello locale alcuni dei temi centrali per il mondo agricolo. «Servono un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all’andamento climatico sempre più bizzarro. La pandemia ha accelerato il fenomeno del ritorno alla terra e maturato la convinzione comune che le campagne siano oggi capaci di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, sia per chi vuole intraprendere che per chi vuole un lavoro a contatto con la natura. Per cogliere questa opportunità servono norme per la semplificazione delle assunzioni».
Info www.grosseto.coldiretti.it. Pagina ufficiale Facebook@cdGrosseto e pagina ufficiale YouTube “Coldiretti Toscana”.
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