Sicurezza
Tributi, evasi un milione e mezzo di euro
Monte Argentario: al via gli accertamenti dal 2016 al 2020. L’assessore Zolesi: «Recuperiamo introiti di Imu, Tari e Tasi»
Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Imu, Tari e Tasi, un milione e mezzo di tasse evase. A tanto ammonta il mancato introito per il Comune di Monte Argentario per il 2016 – per quanto riguarda Imu e Tasi – e per gli anni dal 2016 al 2020 per la Tari.
Gli importi comprendono, oltre alle cifre che i cittadini avrebbero dovuto versare nelle casse dell’ente, anche gli interessi di mora una volta scaduta i 5 anni di tempo, che in questo caso ricadono al 31 dicembre 2021. Cifre piuttosto importanti nei casi delle tre imposte: l’evasione Imu è stata accertata sui 697.123 euro, la Tasi sui 90.394 euro e la Tari sui 786.308 euro. Si tratta di entrate presunte che non è detto che vengano subito recuperate dal Comune. Cifre importanti se si pensa alla totalità delle entrate di coloro che invece hanno pagato regolarmente. Per l’Imu, ad esempio, fino al 2019 la riscossione si attestava sugli 11 milioni annui, dal 2020 aumentata a 12 milioni dopo l’accorpamento della Tasi. Importi che, a dire la verità, per quasi la metà sono trattenuti direttamente dallo Stato con il fondo di solidarietà comunale. Nell’ultimo bilancio di previsione 2022/24 sono invece state previste entrate di quasi 5 milioni per quanto riguarda la Tari. Il controllo sulle entrate tributarie ha portato alla determinazione di oltre 1 milione e mezzo complessivi che il Comune, se questi non verranno subito saldati, cercherà di recuperare attuando la propria lotta all’evasione con avvisi di liquidazione e di accertamento, di ruoli e liste di carico, accertate sulla base di documenti formali emessi dall’ente. «Si tratta di entrate potenziali che sono state accertate e per le quali sono stati inviati gli avvisi di riscossione – spiega l’assessore al bilancio Settimo Zolesi – Poi vedremo quelle che saranno riscosse e quelle che dovranno essere portate avanti con il sistema coattivo dopo l’iscrizione al ruolo, passati i 60 giorni dalla notifica. Le cifre calcolate comprendono sia l’imposta che la sanzione. Quest’ultima richiede il 30% per l’Imu e per la Tasi sul mancato pagamento, mentre per la Tari cambia in base alle situazioni. La Tasi ora non c’è più, quindi dal 2020 sarà calcolata solo l’Imu. Gli accertamenti su Imu e Tasi sono relativi al 2016 perché ci sono 5 anni di scadenza al 31 dicembre 2021. Dal prossimo anno vorrei fare gli accertamenti per 2017 e 2018 per cercare di recuperare. Per la Tari si parte dal 2016 e si arriva ai pagamenti richiesti fino al 2020». «Mi sembra che sia doveroso fare questi accertamenti – aggiunge Zolesi – Chi non ha pagato è giusto che lo faccia. Se poi le riscossioni arriveranno entro l’anno le entrate potrebbero andare nell’avanzo o nei residui del 2016 e la loro destinazione sarà decisa in seguito».
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