Sicurezza
Riparte da Paganico l’impresa che realizza pompe solari per le ong
grosseto. Fluxinos Italia ricomincia da Paganico dove ha acquistato un capannone nel quale ha trasferito la propria sede, dopo la vendita di quella vecchia.
Il trasloco è recente e ci sono ancora un po’ di cose da sistemare, ma l’azienda meccanica specializzata in pompe di superficie tradizionali in acciaio inossidabile e di pompe eoliche per l’estrazione d’acqua di falda dal sottosuolo, è già pienamente operativa.
La nuova sede è un capannone di 15mila metri quadrati su due livelli, nella piccola area artigianale di Paganico proprio di fronte all’hotel La Pace, dall’altra parte della Grosseto Siena, vicino alle sedi aziendali di Sei Toscana e del mobilificio Mariotti. «Questa sede è molto più grande della precedente – spiega il titolare Giorgio Mencarelli – e ci consente di lavorare con più agibilità. Siamo una piccola azienda con sette dipendenti e poco meno di un milione di fatturato, ma proprio questo ci ha garantito la flessibilità per superare le difficoltà di mercato degli ultimi due anni di pandemia. La nostra vocazione produttiva sono le pompe tradizionali in acciaio inox per usi industriali, e da una ventina d’anni le pompe eoliche per l’emungimento di acqua per usi alimentari e irrigui, alimentate da pannelli fotovoltaici. Un prodotto originale e brevettato, quest’ultimo, del quale abbiamo venduto 5mila esemplari in tutto il mondo. Per lo più in Paesi del Terzo mondo di Africa, Asia e America latina, dove mancano infrastrutture per l’energia elettrica, ma anche in zone agricole di paesi avanzati dove sarebbe invece troppo costoso portare i cavi di alimentazione».
La caratteristica delle pompe di Fluxinos alimentate dal sole è quella di essere progettate per avere una grande facilità di installazione e utilizzo. Lo slogan aziendale è “one pump, one box” (una pompa, una cassa) proprio a sottolineare questa qualità. «In origine – spiega Mencarelli – pensavamo di realizzare pompe a mano per pozzi, utilizzando la tecnologia dell’oscillazione della colonna d’acqua con degli elastomeri alla base della pompa, proprio per venire incontro a chi non avesse la disponibilità di energia elettrica per l’estrazione. Poi negli anni ’90 si è diffusa quella che allora era la nuova tecnologia dei pannelli fotovoltaici, e abbiamo capito che potevamo collegarli ad una pompa tradizionale per alimentarla con appena 500 watt. Evitando l’utilizzo di gruppi elettrogeni o motori diesel e quindi eliminando i costi di alimentazione».
Questa intuizione ha consentito a Fluxinos Italia di diventare leader in una nicchia produttiva che guarda ai bisogni di acqua sia nel Terzo mondo, sia in zone agricole sprovviste di reti di distribuzione elettrica. Naturalmente questo tipo di pompe non ha una portata paragonabile a quelle tradizionali, ma, ad ogni modo, sono in grado di emungere acqua fino a una profondità di 180-200 metri, da fiumi, laghetti e piccoli invasi. Garantendo ad esempio il fabbisogno idrico di un villaggio africano di almeno 500 persone – considerato che in quelle realtà i consumi individuali giornalieri sono di 10-12 litri d’acqua – oppure per alimentare impianti di irrigazione a goccia a servizio di vigneti e oliveti.
«La nostra azienda – conclude il patron – è specializzata nella lavorazione di fogli di lamiera in acciaio inox, che stampiamo e lavoriamo per realizzare le nostre pompe. In particolare, siamo in grado di produrre fino a 100 pompe solari al mese e i nostri clienti principali sono agenzie Onu come Unicef e Fao, le Ong o i governi. Che si rivolgono a noi proprio per la semplicità dell’installazione dei nostri prodotti, dal momento che formiamo un kit chiavi in mano con tutte le componenti necessarie. Che non richiede alcuna competenza specifica per l’installazione della pompa. Cosa che ci consente di portare l’acqua, là dove ce n’è più bisogno».
M.F.
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