Il Tirreno

Grosseto

tribunale 

Casa messa a soqquadro Assolto dopo sette anni

P.S.

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Orbetello. Era accusato di essere entrato in casa della ex sfondando la porta, forse in preda all’ira, forse a causa della gelosia, e comunque le ragioni non avrebbero avuto alcuna importanza; e di averla messa a soqquadro, buttando a terra il televisore, aprendo i cassetti, tirando giù le stoviglie. Ma non era stato lui o comunque non è stata raggiunta la prova della sua responsabilità.

Assolto per non aver commesso il fatto, pur se con formula dubitativa, un orbetellano di 33 anni imputato di violazione di domicilio e danneggiamenti.

I fatti risalivano all’agosto 2014, la coppia (i due avevano avuto una bambina) si era separata un paio di anni prima. Fino a quel momento, i due abitavano in un alloggio di proprietà pubblica, quello in cui era poi avvenuto il raid: lei era rimasta lì (adesso ha cambiato residenza), lui era tornato dai suoi. Un giorno di sette anni fa il raid: le indicazioni fornite in prima battuta avevano portato a focalizzare l’attenzione su di lui, le indagini erano state basate anche su una testimonianza di una persona che conosce la donna e che aveva sentito i rumori e visto qualcosa. Ma in aula le certezze iniziali non hanno trovato conferma e il difensore Luca Aldi ha evidenziato alcune contraddizioni, rispetto alla querela, nel racconto della donna, ad esempio a proposito del possesso o meno delle chiavi di casa da parte dell’imputato.

La viceprocuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva comunque chiesto una condanna a otto mesi, ritenendo provata la responsabilità dell’imputato. Il giudice Andrea Stramenga ha deciso per l’assoluzione, le motivazioni devono essere depositate.

P.S.

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