Sicurezza
Muore a 85 anni Scoperta positiva solo due ore prima
Era negativa ai tamponi eseguiti nella Rsa di cui era ospite Il figlio: «Già due ricoveri in ospedale ma mai per il Covid»
Pierluigi Sposato
grosseto. È morta intorno alle 15 di lunedì, all’ospedale Misericordia, poche decine di minuti dopo che era stata accertata la sua positività. L’ennesima grossetana morta con il Covid, insinuatosi in un organismo già provato.
Lorena Bazzi era nata a Grosseto il 27 agosto 1937. Non autosufficiente, varie complicazioni di salute tra cui quelle respiratorie, era ospite della Rsa Ferrucci dal 2013, dopo un primo soggiorno (da autosufficiente) nel 2009: «Mi è stato riferito che fino ai primi giorni dell’anno tutti i tamponi che le erano stati fatti nella Rsa erano risultati negativi» dice il figlio, Stefano Bracali. In quei giorni, le positività nella struttura di via Ferrucci stavano cominciando a crescere, come testimoniato dalla mail inviata ai familiari il 5: «Il referente ci aveva scritto che erano state adottate tutte le misure precauzionali e che era stato attivato il monitoraggio. Ringrazio Rsa e Coeso per le cure e l’attenzione che hanno prestato a mamma in tutti questi anni». Il virus potrebbe aver covato ed essersi manifestato appunto nella tarda mattinata di lunedì: «Mi hanno chiamato alle 10.25 dalla Rsa Ferrucci per dirmi che avevano portato mia madre al pronto soccorso – dice Stefano consultando il cellulare per farsi aiutare nei ricordi – Poco prima dell’una mi hanno detto che era positiva, alle 14.22 mi hanno chiamato dicendo che non c’era più nulla da fare...». Terza dose a ottobre, per tre volte, nel giro di nove mesi, la signora Lorena è stata ricoverata in ospedale: «Maggio, novembre e adesso. Ma mai per il Covid». Situazione precipitata nel giro di pochissimo tempo, irrecuperabile. La salma è stata composta nella sala 1 dell’obitorio del Misericordia, senza nome all’esterno come prevede la normativa per il coronavirus. Un’ulteriore sofferenza per il figlio.
Stefano, classe 1965, ha perso il padre quasi venti anni fa, dopo che il fratellino Carlo era morto per setticemia nel 1973, all’età di quattro anni. Mamma Lorena era sempre il centro di tutte le sue attenzioni: era stata a casa prima dell’intervento al ginocchio di otto anni fa, poi non era stato più possibile seguirla. Lui andava a trovarla ogni volta che poteva, sui social non si contano le foto di loro due insieme, alla Rsa, al bar, in una breve passeggiata, ci sono anche le videochiamate, le frasi di mamma Lorena: «Vi saluta tutti». E sui social ci sono anche il dolore per la perdita, le condoglianze degli amici (che Stefano ringrazia), le manifestazioni di affetto, le foto terribilmente eloquenti della solitudine, sua adesso e di mamma Lorena nelle ore immediatamente successive al decesso. La donna, dopo il rito funebre di ieri pomeriggio nella chiesa di San Giuseppe, sarà cremata: le sue ceneri riposeranno insieme ai resti dei suoi familiari, a Sterpeto.
Chi era Lorena Bazzi? Una casalinga, che aveva dedicato la sua vita alla famiglia. E che si prestava volentieri a svolgere il ruolo di collaboratrice della pasticceria del marito, Luciano Bracali, artigiano apprezzato e non soltanto a Grosseto. Si erano conosciuti e sposati nel 1964, alla chiesa del Sacro Cuore. Per un breve periodo, dal 1968 e il 1969, la famiglia si era trasferita a Volterra. Poi la tragedia della morte di Carlo e il ritorno in Maremma. Luciano aveva lavorato fino al 2002, poi le sue condizioni di salute non glielo avevano più permesso: l’anno successivo la morte. Adesso Lorena ha raggiunto Luciano e Carlo.
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