Attenzione
Picchia la moglie e la sbatte al gelo col figlio
Arrestato un 43enne: all’arrivo dei carabinieri ha aggredito anche loro. Attivato il percorso di Codice rosso
FOLLONICA. Prima l’ha picchiata: botte, colpi al viso, strattoni. Poi l’ha sbattuta fuori casa, lei e il figlio, che indossava solo i pantaloni, e l’ha lasciata con il bambino al gelo. Quando i carabinieri sono arrivati, chiamati dalla donna, li hanno trovati così: la mamma con indosso solo abiti leggeri e le calze smagliate, segno dell’aggressione, e il bambino avvolto nel cappotto della mamma, per ripararsi dal freddo.
Ancora una storia di violenza domestica ai danni di una donna, e che coinvolge i figli minori. Dopo l’arresto di un 48enne sull’Amiata nei giorni scorsi, i carabinieri sono intervenuti sabato sera su un altro caso di violenza, arrestando in flagranza di reato un 43enne italiano, residente nella zona nord della provincia con la moglie, per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
I militari del Nucleo radiomobile della compagnia di Follonica sono accorsi nell’abitazione della famiglia su richiesta della donna, che aveva composto il 112 perché malmenata dal marito. Sul posto, ad attenderli fuori dalla casa, c’erano la donna e un bambino, figlio dei due, minorenne.
Sul volto la signora aveva delle abrasioni, chiari segni di violenza recente, ed era vestita con degli abiti molto leggeri e delle calze visibilmente smagliate, mentre il figlio aveva indosso il cappotto della madre, mentre sotto indossava soltanto dei pantaloni.
Il tutto, con una temperatura esterna molto rigida, che si aggirava intorno ai 3 gradi. Ancor prima di fare chiarezza sull’accaduto, i carabinieri hanno bussato alla porta della casa, dove si era rinchiuso l’uomo, il quale viste le divise, ha iniziato a inveire e a minacciare, gridando alla pattuglia di andare via, di farsi gli affari propri, mentre i militari cercavano di stabilire un dialogo.
A nulla sono serviti i tentativi, perché il 43enne ha poco dopo aggredito con dei calci i militari, che a questo punto sono dovuti intervenire immobilizzandolo.
Solo a questo punto è stato possibile per la donna e il bambino accedere in casa e prendere qualche indumento per proteggersi dal freddo. Pochi minuti di attesa, prima di recarsi in caserma per gli atti dovuti, in cui il soggetto – che in un primo momento sembrava essersi calmato – ha continuato a minacciare manifestamente di morte la moglie, incurante della presenza dei carabinieri, e del fatto che il bambino sentisse tutto. Stesso comportamento ha avuto infine in caserma, dove nei minuti prima di essere privato del cellulare, ha insistito mandando dei messaggi di morte alla donna.
La vittima, su autorizzazione dell’autorità giudiziaria che ha attivato la procedura prevista dal Codice rosso, è stata sentita formalmente dai carabinieri, a cui ha raccontato alcune vicende pregresse riguardanti pesati e frequenti litigi fra loro due, tra cui quello molto acceso avvenuto quella sera in cui, fuori controllo, il marito – tra minacce e offese – la schiaffeggiata e presa a calci, l’ha colpita con oggetti contundenti e poi l’ha trascinata per i capelli fuori casa chiudendo la porta dietro di sé, incurante del fatto che sia lei che il bambino non avevano nulla per ripararsi dal freddo. Da canto suo, la donna, non ha inteso presentare al momento alcuna denuncia formale e ha rifiutato assistenza medica.
L’arrestato, posto ai domiciliari in un’altra abitazione, ieri mattina la convalida dell’arresto al tribunale di Grosseto.
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