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Boschi, tagli “selvaggi” «Via l’emendamento»

Boschi, tagli “selvaggi” «Via l’emendamento»

Eugenio Baronti (Sinistra italiana) chiede un dietrofront «Il Pd fa felici i fautori della deforestazione senza regole»

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MONTE AMIATA. «Il Pd, con un nuovo colpo di mano, infila nel sacco di babbo Natale un regalo che farà felici i fautori della motosega libera e selvaggia, senza vincoli e regole», dice Eugenio Baronti, responsabile ambiente di Sinistra italiana Toscana.

«L’emendamento al testo unico regionale sulle foreste (legge 39 del 2000) approvato in consiglio regionale da Pd e Italia Viva, che elimina l’obbligo di autorizzazione della Soprintendenza per il taglio degli alberi nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico. L’hanno portato in consiglio regionale e approvato prima di Natale, nonostante il parere negativo dell’ufficio legislativo della Regione. Siamo di fronte a un nuovo blitz come quello compiuto con l’approvazione della norma, fatta a immagine e somiglianza degli interessi degli industriali del comprensorio conciario, approvata il 26 maggio 2020 e abrogata esattamente un anno dopo, travolta dall’indignazione e dalle polemiche suscitate dall’inchiesta della procura fiorentina sul malaffare nella gestione dei residui conciari (keu) in diverse aree della Regione. Il Pd si arrampica sugli specchi per trovare una giustificazione credibile a questo ennesimo misfatto consumato a danno dell’ambiente e del paesaggio in una regione che qualche settimana fa è risultata al sesto posto a livello nazionale per il numero di reati e crimini consumati, nel corso del 2020, a danno dell’ambiente e del paesaggio. L’assessore Ceccarelli ci dice che con questa legge vogliono “sottrarre i boscaioli a iter burocratici lunghi e costosi nell’ottica del rinnovamento delle foreste e della tenuta idrogeologica”. Come pensano di raggiungere questo obiettivo? Aprendo le porte al disboscamento selvaggio senza regole, perché questa legge prevede che anche per i tagli colturali nei boschi ricompresi nelle aree vincolate per il loro particolare valore paesaggistico non sia richiesta l’autorizzazione paesaggistica».

Già con la legge pre modifica, si assisteva, in certe aree della regione, «a tagli a tabula rasa di ettari di bosco – continua Baronti – fatti da aziende senza scrupolo che vengono da fuori regione e spesso impiegano manodopera in nero lasciando desolanti paesaggi spettrali. Questo perché, nonostante le regole, sono scarsi i controlli e troppo pochi coloro, carabinieri forestali, che queste regole dovrebbero fare rispettare. Questo emendamento va abrogato. Consigliamo al Pd di farlo il prima possibile, anche nel suo interesse, prima di fare l’ennesima figuraccia, così com’è già successo per la norma pro-cuoio cancellata da una sentenza del Corte costituzionale. Sinistra italiana ritiene che debba essere trovata una soluzione giusta e rispettosa del paesaggio: è disponibile a un confronto politico – conclude Baronti – Bisogna ascoltare le richieste dei boscaioli, impegnati nella preziosa opera di manutenzione e coltura dei boschi, per avere iter autorizzativi più snelli e con tempi ragionevoli. Questo obiettivo lo si può e lo si deve raggiungere in modo diverso, garantendo controlli efficaci e accelerando i tempi delle autorizzazioni, senza aprire la strada ad una deforestazione selvaggia».



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