Gioco
La Befana porta una “calza” di neve Amiata imbiancata e pronta a riaprire
La perturbazione e il freddo giovano alla montagna Fiocchi abbondanti, si spera di poter rimettere la stazione sciistica in moto
MONTE AMIATA. Se Babbo Natale ha portato lo Scirocco che ha sciolto la neve, la Befana nella “calza” porta invece un bel po’ di neve e di ottimismo al monte Amiata.
Quella che i meteorologi definiscono “ondata di maltempo” si è tradotta in una copiosa nevicata sulla montagna e, anche se la perturbazione è data per veloce, la speranza è che l’abbassamento delle temperature possa lasciare un bel manto bianco. A partire dal quale, con il termometro ben oltre sotto lo zero, come prevede il meteo, gli operatori della montagna sperano di reintegrare le piste in modo da poter riaprire la stazione sciistica il prima possibile.
Da mercoledì 5 gennaio gli addetti di Isa Impianti stanno, di nuovo, spostando cannoni e predisponendo tutto l’impianto di innevamento in modo da essere pronti a dare il via all’impianto non appena le condizioni di temperatura gli permetteranno di sparare neve artificiale.
Insomma, si spera che il “maledetto” Scirocco, vento caldo che scioglie la neve e che ha costretto a chiudere la stazione il 24 dicembre, stavolta ceda il passo a venti da nord: gelidi e per questo amici della montagna.
Con le feste di Natale ormai alle spalle, il primo bilancio di questo inizio stagione, purtroppo, finora non è dei migliori.
Date le abbondanti nevicate a metà dicembre, tutti avrebbero scommesso su un Natale imbiancato.
Dal 12 al 19 dicembre, dopo i giorni grigi in cui il cielo ha riversato fitti fiocchi sulla montagna, era arrivato il sole e il cielo azzurro intenso.
Poi è andata diversamente: una settimana di pioggia e di vento di Scirocco hanno liquefatto la neve. Le magnifiche immagini dell’Amiata scintillante di neve al sole hanno lasciato il posto a quelle di un pantano fangoso, al prato delle Macinaie. Gli impianti si sono dovuti fermare anche se la montagna, a sorpresa, ha attirato comunque tantissimi turisti-pendolari che soggiornavano per lo più negli agriturismi a valle e hanno trascorso in Vetta il San Silvestro. Qui la neve ha tenuto, i maestri di sci hanno lavorato ogni giorno quattro/sei ore, e i vacanzieri erano talmente tanti che il primo giorno dell’anno le forze dell’ordine hanno dovuto chiudere la strada per la Vetta per il grande afflusso.
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