Il Tirreno

Grosseto

Il congedo del professionista (in rima) 

«Ho cercato di condividere e risolvere le difficoltà con un pizzico di umanità»

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le poesie

«Sembra ieri che venni dal Severi con Marta in braccio come una rosa di maggio», esordisce Ronconi nella sua filastrocca letta in piazza Dante agli amici che l’hanno festeggiato. Ne riportiamo alcuni passaggi. «Così cominciò l'avventura di Carlo tra queste quattro mura, ma sarebbe una storia troppo lunga da raccontare in rima che non arriverei mai in cima. Trovai un ambiente di lavoro cordiale dove il principale, capace e orgoglioso della propria azienda si concedeva poco più di un'ora di sosta tra le 14 lavorate e senza merenda. Un Maciste nostrano che negli anni ha profuso megatroni di energia avvicendato nel tempo dai 4 moschettieri degni del titolo e del casato. Da soli? Nooo, c'eravamo anche noi: ricordo come ora Lorenza Antonella Marco Massimo Giuliano Franco Luciano Azelio Paola Serena e Serena a cui pian piano nel tempo si sono assommati i fantastici ragazzi di oggi Lia Roberta Antonella Francesca Mariangela Antonietta Silvia Lorenzo Alessandro Davide Marilù Federico, in un modo o nell'altro pronti ad affrontare migliaia e migliaia di malati veri ed altrettanti forsennati della salute e della bella linea a tutti i costi. Abbiamo visto anfetamine buttate giù come vitamine, nuove terapie che davano speranza a chi speranza non sapeva più sperare lozioni miracolose, creme stupefacenti, tamponi al fulmicotone ed aspirine fosforescenti che alla fine...alcuni ne avranno fatti contenti ! La cassa sicuramente e di conseguenza noi dipendenti! Una cosa ho sempre cercato di fare quella di rendere, pur con i miei limiti, il luogo di lavoro familiare per i colleghi e i clienti facendoli sentire accolti e protetti, cercando di condividere e risolvere le giornaliere difficoltà con un pizzico di umanità. Bel tempo vissuto insieme, cari ragazzi! Vi ringrazio per essermi stati compagni di viaggio, e se potete perdonatemi per le mie mancanze! Mi siete nel cuore e spero di essere nei vostri e di essere riuscito a donarvi piccoli semi di professione e di felicità».

Lo saluta l’amico Caldelli in rima. «Potrai scrivere libri con costanza sfruttando le scemenze dette in abbondanza, oppure eventi per beneficenza, donando agli altri la tua benevolenza: quella forma di grandissimo altruismo che sempre hai contrapposto al più bieco egoismo».



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