Gioco
Furti in serie sulle auto in sosta Coppia condannata a 5 anni
grosseto. Pena severa (cinque anni e tre mesi – l’accusa aveva chiesto due anni) per una coppia accusata di furti commessi nel capoluogo e in varie località della provincia, nel corso dei primi mesi del 2013.
Lei, Edi Frank Giordanino, 46 anni, e lui, Ernesto Laforè, 49 anni, entrambi di Ciriè (Torino), moglie e marito, erano stati messi ai domiciliari nel settembre 2014 dopo le indagini dei carabinieri, che si erano avvalsi anche dei tabulati telefonici, ed erano poi tornati liberi. Erano accusati di sei furti, di aver utilizzato indebitamente le carte di credito recuperate dai colpi, di aver danneggiato due auto forandone i pneumatici per poter fuggire indisturbati. Furti avvenuti a Collecchio di Magliano in Toscana, a Orbetello, nel territorio di Civitella Paganico, a Marina di Grosseto. Tutto era iniziato dal furto su un’auto in sosta vicino al cimitero di Paganico: quando la proprietaria era tornata il vetro era rotto, uno pneumatico era stato forato e la borsa non c’era più. Dentro c’erano due carte bancomat, poco dopo alla titolare erano arrivati i messaggi di due prelievi effettuati, 250 e 140 euro. Le immagini acquisite dai carabinieri mostravano una donna di 30-40 anni che riceveva una telefonata: dal traffico telefonico i militari erano risaliti agli intestatari delle utenze, Giordanino e Laforè. Modalità analoghe erano state ricostruite per gli altri colpi contestati: il 1° aprrile 2014, i coniugi erano stati visti dalle vittime di un furto a Campiglia Marittima subito dopo un furto, davanti a uno sportello bancomat, avevano tentato di inscenare di essere lei la vittima di un’aggressione e lui un carabiniere in suo aiuto, vistisi scoperti erano fuggiti brandendo un cacciavite. La comparazione con analoghi furti precedenti, rimasti irrisolti, aveva poi portato i carabinieri ad attribuire alla coppia anche gli altri furti. «Furti fotocopia» li aveva definiti il brigadiere dei carabinieri sentito in aula dal giudice Andrea Stramenga, descrivendo i colpi su un’auto in sosta al Collecchio, a Orbetello (anche qui uno pneumatico bucato) e il traffico telefonico degli imputati, sicuramente utilizzatori delle utenze a loro intestate.
Come già osservato dal gip, la vicinanza ai luoghi dei furti è sì neutra ma assume un valore accusatorio con la coincidenza in tutti i casi. Dubbi sussistono sulle dichiarazioni dei nipoti, nota il giudice, che avevano dichiarato che gli zii erano venuti in Maremma per le vacanze, in camper in un campeggio: e comunque i coniugi avrebbero avuto il tempo per commettere i furti. Laforè e Giordanino sono stati identificati nella sentenza adesso depositata come «un duo criminale affiatato» e la pena è stata commisurata alla «oggettiva gravità della condotta predatoria dagli stessi posta in essere, in maniera a dir poco seriale». Niente attenuanti generiche e anzi la contestazione della recidiva specifica e reiterata per il complesso dei precedenti. I due sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici.P.S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google