Il Tirreno

Grosseto

l’iniziativa 

Troppo pochi i vaccinati in Maremma Parte la campagna di sensibilizzazione

Maurizio Caldarelli
Troppo pochi i vaccinati in Maremma Parte la campagna di sensibilizzazione

Sono 26mila coloro che non hanno fatto nemmeno una dose, è la percentuale più bassa in tutta la Toscana

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Maurizio Caldarelli

GROSSETO. La provincia di Grosseto ha il più alto numero di non vaccinati di tutta la Toscana. Il dato è emerso nel corso della presentazione della campagna “Grosseto si vaccina perché…”, realizzata dall’amministrazione comunale in collaborazione con gli Ordini professionali e con l’Asl Toscana sud est, tesa a promuovere la vaccinazione nella comunità. Per raggiungere l’indennità di gregge e tornare al più presto alla normalità, è stato detto nella sala consiliare del Comune, occorre implementare i vaccini.

Ieri al Misericordia c’erano 8 persone in terapia intensiva, delle quali l’85 per cento non vaccinate, mentre l’80 per cento di non vaccinati è ricoverato nella bolla Covid. Sono circa 26mila maremmani (12,33 per cento) che non hanno fatto la prima dose, dati superiori in percentuale alle altre province toscana. «Gran parte dei problemi che noi abbiamo oggi – ha sottolineato Fabrizio Boldrini, direttore del Coeso – deriva proprio dal più alto numero di non vaccinati della Toscana. Abbiamo poi delle sacche, non si tratta solo di no-vax ideologici, ma anche di persone confuse. Se noi riusciamo a vaccinare in maniera più alta e riusciamo a governare questa fase, forse siamo nelle condizioni di battere il virus senza dover tornare alle chiusure. Attualmente le persone positive, quelle che stanno attorno a loro, hanno messo in difficoltà alcuni servizi, compresi i nostri aziendali. Un plauso quindi all’amministrazione comunale per una campagna di cui abbiamo estremamente bisogno».

«C’è un grosso numero nella nostra provincia di non vaccinati – ha ribadito Paola Pasqualini, presidente dell’Ordine dei medici – le nostre percentuali di non vaccinati sono troppo alte di ricoverati in terapia intensiva e nelle degenze Covid. Nel resto della Toscana si attestano tra il 75 e il 78 per cento. Il messaggio che deve passare è che la vaccinazione ci aiuta a superare questo momento difficile; bisogna sapere cosa vuol dire essere non vaccinati: stare da soli in ospedale e certe volte morire da soli. Questo dovrebbe far riflettere tutti». La presidente dell’Ordine ha fatto anche il punto sui medici no-vax: «Dal 1° aprile 2020 era partita una sorveglianza delle regioni attraverso le Asl, noi eravamo gli esecutori. I primi pochi nomi sono arrivati solo a settembre. Con la nuova legge di novembre gli Ordini sono stati incaricati di questo problema. Stiamo lavorando ad alta velocità e in poco tempo abbiamo fatto quello che poteva essere fatto prima. Abbiamo 13 sospensioni e 46 medici in corso di valutazione, ma ogni settimana procediamo a verifiche e controlli». «Questo numero – commenta Pasqualini – è molto alto e impossibile, mi lascia molto delusa, ma l’Ordine è al servizio del cittadino e faremo quello che si deve fare. Il momento è difficile per tutti, anche per noi che vogliamo svolgere il nostro lavoro al meglio. Siamo purtroppo un po’ al medioevo: i medici ricevono insulti e minacce».

La campagna è tesa a migliorare i numeri della vaccinazione ed è un’iniziativa senza colore politico. «Questa mozione – ha evidenziato il consigliere Carlo De Martis – è stata proposta dall’opposizione, dal gruppo consiliare Grosseto, dal sottoscritto e dalla collega Marilena Del Santo, che ha personalmente coinvolto l’Ordine dei medici, degli infermieri e l’Azienda Usl, coloro che sono ormai da due anni in prima linea per tutelare la nostra salute. La mozione non avrebbe avuto senso se non avesse avuto la condivisione di tutti i gruppi consiliari e questo ha dato realmente valore alla campagna che stiamo lanciando. La politica ha fatto un passo avanti, questo vuol dire prendersi cura della nostra comunità: vaccinarsi in questa fase significa voler bene a se stessi e voler bene agli altri».

«L’iniziativa dell’opposizione – ha detto in apertura il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – è stata sposata dal consiglio quasi all’unanimità; una mozione nella quale mi rivedo totalmente, c’è la necessità di potenziare la campagna vaccinale. Migliore è la copertura vaccinale e meno in ospedale o in terapia intensiva».

«Solo con la promozione e una corretta informazione sarà possibile condurre in porto la prova più dura», sono state le parole del presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti. Secondo Silvia Bellucci dell’Ordine degli infermieri «soltanto insieme ce la possiamo fare. La vaccinazione a livello comunitaria aiuta a superare questo periodo, con un senso di appartenenza e di forza».

In sala c’erano anche i testimonial della campagna. Per tutti ha parlato monsignor Franco Cencioni: «La Chiesa condivide questa campagna vaccinale, forte anche dall’invito che arriva dal cardinale Bassetti, reduce per la seconda volta all’incontro con il Covid. Tutti insieme possiamo così costruire un orizzonte di speranza. La vaccinazione ha permesso ai credenti di poter partecipare alla preghiera, di poter riaprire le nostre porte».© RIPRODUZIONE RISERVATA

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