Il Tirreno

Grosseto

Dopo “Montemarano” Roccastrada s’inventa il suo Monopoly «Zingarata per ridere»

francesca ferri
Dopo “Montemarano” Roccastrada s’inventa il suo Monopoly «Zingarata per ridere»

L’errore nel gioco ispirato ai Borghi più belli d’Italia ispira Andrea Luschi Che crea una versione fatta in casa con le caselle dedicate al paese 

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l’iniziativa

francesca ferri

Il Monopoly in versione “I Borghi più belli d’Italia” è stato il “must” delle feste di Natale? Nella versione toscana, i sette borghi gioiello della provincia di Grosseto ci sono tutti, pur con lo strafalcione sul nome di Montemerano, diventato “Montemarano” nel tabellone e nella carta del gioco, come raccontato nei giorni scorsi dal Tirreno?

Ebbene, il paese di Roccastrada, che tra i “Borghi più belli” non è contemplato, ma è comunque amatissimo dai suoi abitanti, si prende la rivincita e il Monopoly se lo autoproduce. Anzi, se lo ribattezza pure, inventando il “Roccastradopoli”.

Proprio come la versione toscana del Monopoly converte le canoniche caselle di strade e piazze nei borghi più belli del Granducato, nel Roccastradopoli la geografia del gioco è puntellata dalle viuzze del paese, dalle borgate e dai luoghi simbolo del territorio roccastradino. Con tanto di indicazioni, sul tabellone, in vernacolo locale: “Ànda! ” al posto di “Via! ” e le caselle “’Un sai quello che ti potrebbe capita’” e “Se’un c’è guadagno la rimessa è sicura”.

L’idea è di Andrea Luschi, 68 anni, roccastradino di nascita e di cuore, macchinista in pensione con la passione per la cultura e il costume locali – suo il vocabolario Roccastradino-Italiano del 2016, con 1.600 vocaboli, suo, la scorsa estate, il cruciverba in Roccastradino – animatore della comunità, cultore di modellismo ferroviario e, in generale, di giochi da tavolo. Che, durante le feste, il Monopoly ha deciso di farselo da solo, “made in Roccastrada”.

«Una zingarata – la racconta lui sorridendo – una cosa per divertirsi in questo mare di notizie tristi. Il paese di Roccastrada è stato molto colpito dal Covid. E così ho pensato a qualcosa per tirare su il morale».

Approccio autenticamente toscano, Luschi, per prima cosa, alla vigilia di Natale si inventa un regalo speciale: pura aria di Roccastrada, imbottigliata e “venduta” come regalo di Natale. Una trovata finita sulla pagina Facebook “Sei roccastradino se…” e che ha fatto sbellicare dalle risate tutto il paese. Ma non era ancora tutto.

«Sempre per Natale mio figlio ha comprato il nuovo Monopoly ambientato in Toscana – racconta Luschi – e a un certo punto ci siamo accorti di questo paese, “Montemarano”. “E in che provincia è Montemarano?”, ci chiediamo. Guardo su Google, ma in Toscana non c’era nessun Montemarano. Poi guardo meglio la foto sul Monopoly e vedo che si tratta di Montemerano, nel comune di Manciano. E lì mi è venuta l’idea: se c’è Montemerano scritto male, allora facciamo un Monopoly anche per Roccastrada». Detto fatto. Luschi prende carta, righello e matite e disegna il tabellone e le caselle, tutte rigorosamente “local”: vicolo della Salita, vicolo del Chiassarello, fino a via dei Cacciatori e al Parco del Chiusone. La stazione ferroviaria diventa la stazione di Ribolla, la prigione diventa le Carceri, le caselle delle tasse sono l’Imu e la “tassa del porta a porta” e il passaggio a livello è quello di Aratrice.

Il Roccastradopoli ha poi trovato la sua giusta pubblicità nella pagina Facebook “Sei roccastradino se…”, con tanto di presentazione alla vigilia del nuovo anno: «Il sindaco ha cancellato la festa di fine d’anno in piazza? Hai il Green pass scaduto e non puoi andare al cenone? Ti son venuti a noia i programmi televisivi per l’ultimo dell’anno registrati a luglio quando c’erano meno contagi? Hai buttato via il sacchetto dei fagioli tonchiati e così non puoi più nemmeno giocare a tombola? Non hai più voglia di giocare a carte dopo che la vigilia di Natale ti hanno pelato come un tordo giocando a “bestia”? Allora piglia tosto carta e matite e realizza il tuo Roccastradopoli personalizzato per ruzzare con la famiglia in attesa dell’anno che verrà. Valgono le stesse regole del Monopoli tradizionale, meno quella di costruire le case perché in paese c’è il dilombo. Però si possono costruire alberghi diffusi. E non scordare che il Dpcm 987654321 ha sconsigliato la pratica del tradizionale “Bòn giorno e bònanno, c’è gnénte per quest’anno?” da sostituire con un meno contagioso WhatsApp. Ancora da chiarire se nel corso della videochiamata i cittini dovranno fornire Iban per riscuotere la tradizionale mancetta che seguiva questa forma di augurio. Comunque vada, “Bòna fine e bòn préncipio” a tutti i membri del Gruppo».

E se non avete carta d’identità maremmana e vi chiedete cosa significhino “dilombo”, “cittini”, “ruzzare”, no vi resta che rivolgervi di nuovo a Luschi e al suo vocabolario Roccastradino-Italiano.

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