Sicurezza
Solidarietà contro violenza Un progetto tende la mano agli adolescenti difficili
Roccastrada. Proprio un anno fa alcuni vandali entrarono nella scuola di Ribolla, frazione di Roccastrada, spaccando una porta a vetri, bivaccarono in diverse aule e accesero tre falò all’interno. Per un soffio non finì tutto a fuoco. Ma il primo piano della scuola, quello danneggiato, restò chiuso per giorni. In paese gli abitanti non sembravano sorpresi. Le scorribande di orde di giovani e giovanissimi erano all’ordine del giorno. E, dunque, oltre alle indagini dei carabinieri per rintracciare i vandali, il Comune decise di imboccare anche un’altra strada, oltre a quella della repressione: la strada dell’educazione.
E così oggi, con l’inizio del nuovo anno, prende il via a Ribolla il progetto di “educativa di strada” destinato agli adolescenti e finalizzato ad analizzare il contesto sociale e fornire soluzioni rispetto alle situazioni di disagio che si manifestano da tempo nel paese. Il progetto mira a prevenire e a fronteggiare i fenomeni di devianza rilevati tra gli adolescenti come quelli di un anno fa.
Il progetto è nato nei mesi scorsi con un incontro tra Comune, Coeso, istituto comprensivo, forze dell’ordine e assistenti sociali territoriali, convocato all’indomani dei vandalismi alla scuola. In occasione di quel tavolo di confronto istituzionale furono poste le basi per sviluppare un progetto comune, finalizzato alla condivisione delle conoscenze tra sistema scolastico, servizi sociali e forze dell’ordine con lo scopo di far luce ed evidenziare quelle situazioni di disagio, spesso legate a condizioni familiari particolari, per le quali è necessario intervenire con l’attivazione di azioni sociali di sostegno.
A causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, tuttora in corso, purtroppo la messa a punto di un progetto coordinato ha subito dei rallentamenti. Adesso, però, finalmente l’idea si sta concretizzando e si stanno avviando le prime attività sul territorio.
I destinatari del progetto saranno gli adolescenti nella fascia di età tra 11 e 17 anni e le loro famiglie.
L’obiettivo è prevenire e fronteggiare i fenomeni di devianza che sono stati rilevati proprio in quella fascia di adolescenza. Per fare questo dovranno essere agganciati e ingaggiati i ragazzi, favorendo la loro partecipazione attiva rispetto alle azioni progettuali per far crescere in loro il senso di appartenenza territoriale. Queste attività verranno svolte creando una rete territoriale con le scuole e le associazioni del territorio, promuovendo momenti tematici dedicati.
Il primo step sarà la mappatura delle risorse del territorio, a cui farà seguito una serie di incontri nelle scuole per la presentazione del progetto, l’approccio ai gruppi di adolescenti e l’avvio della interazione con loro. Seguirà l’incontro con i referenti territoriali del mondo dell’associazionismo e l’avvio di progettazioni integrate per lo sviluppo dei temi di interesse dei giovani, mediante l’attivazione delle risorse territoriali in riferimento ai bisogni individuati. Il tutto, naturalmente, mediante la realizzazione e lo sviluppo di un sistema a rete che dovrà prevedere la partecipazione attiva dei ragazzi, delle loro famiglie, delle assistenti sociali del territorio, delle associazioni e la supervisione delle forze dell’ordine.
«Con questo progetto – dice il sindaco Francesco Limatola – vogliamo mettere in campo quelle azioni che sono necessarie per prevenire il nascere ed il diffondersi degli spiacevoli episodi che si sono manifestati negli scorsi mesi, intervenendo con gli strumenti che i tecnici dei servizi sociali hanno progettato. Sulla base dell’esperienza maturata qualche anno fa nel capoluogo dove siamo intervenuti con successo mediante i servizi sociali per fronteggiare episodi legati a bullismo e baby gang, in accordo con Coeso, il dirigente scolastico e le assistenti sociali territoriali, nonché con la collaborazione delle forze dell’ordine abbiamo ideato un progetto di educazione di strada, finalizzato a creare una rete tra ragazzi, scuola e famiglie, nell’ottica della prevenzione e del superamento dei fenomeni di disagio sociale tra gli adolescenti».
«Il Comune farà da regista nell’attività di coordinamento di tutti i soggetti istituzionali coinvolti – prosegue la vice sindaca e assessora alle Politiche sociali, Stefania Pacciani – presidiando tutte quelle attività progettate sul territorio, che prevedono la messa in campo di strumenti innovativi che vanno ad intercettare sul nascere il disagio giovanile. Di pari passo è fondamentale che dai vari soggetti presenti e operanti sul territorio come le associazioni e i gruppi di interesse, arrivi quella risposta di comunità, solidarietà e collaborazione che nei momenti difficili è sempre stata pronta nel mostrare unità per il bene collettivo. Ci auguriamo che le azioni messe in campo possano essere apprezzate dalla popolazione e che dal territorio possano arrivare contributi di qualsiasi tipo per fronteggiare questo increscioso fenomeno di degrado sociale».
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