Gioco
La favola del calcio a Porto Ercole riparte. La nuova società lancia l'appello: «Cerchiamo volontari e calciatori»
La storica Polisportiva Porto Ercole è sparita dopo oltre 50 anni di storia: alcuni cittadini del paese hanno formato un nuovo sodalizio, dal nome Asd Associazione Sportiva Porto Ercole
MONTE ARGENTARIO. Il calcio, spesso, non è solo seguire dei giocatori che corrono dietro a un pallone, ma è un modo per una comunità di sentirsi unita sotto lo stesso colore. Specialmente in un periodo in cui c’è bisogno di qualcosa che dia serenità, come dimostrato da un’illustre sportiva portercolese come Ambra Sabatini che, grazie ai suoi successi, ha portato una sferzata di ottimismo.
Lo sport non è solo un semplice passatempo, ma anche un impegno per la collettività. E così sul promontorio, dove la Polisportiva Porto Ercole è andata in oblio dopo oltre 50 anni di storia, alcuni cittadini del paese hanno formato un nuovo sodalizio, dal nome Asd Associazione Sportiva Porto Ercole, con la speranza di ridare allo sport portercolese la sua squadra da tifare all’ombra dei quattro forti. La vecchia società aveva rinunciato, nel settembre del 2019, a partecipare al campionato di terza categoria, nonostante l’iniziale iscrizione al torneo. Niente più squadra e niente più settore giovanile. Così il desiderio di alcuni residenti di riportare in vita il calcio a Porto Ercole è sfociato in una nuova realtà, che ora cerca tesserati con l’obiettivo di potersi iscrivere al campionato di terza categoria 2022/23. E intanto cerca collaboratori volontari per gestire i social e la segreteria. «L’obiettivo – spiega il presidente, Giovanni Nieto – è quello di coinvolgere tanti altri appassionati, soci o simpatizzanti, per dare un nuovo inizio al calcio portercolese, che dopo cinquantuno anni di campionati nella stagione 2019-2020 è sparito dal panorama calcistico maremmano».
I soci fondatori, che hanno costituito il gruppo qualche mese fa, sono Enrico Bistazzoni, Massimo Della Monaca, Sabatino Del Sarto, Claudio Fanteria, Matteo Legler, Massimo Massimi, Oreste Milozzi, Fernando Parodi, Miraldo Sabatini, Vincenzo Sabatini, Silvano Scotto, Roberto Stronchi e, appunto, il presidente Giovanni Nieto. Il Covid ha rallentato, ma non fermato un progetto che prevede la costituzione almeno di una prima squadra. Più difficile, invece, tirare su un intero settore giovanile. «Porto Ercole non può essere l’unico paese dove non si gioca più a calcio – prosegue Nieto –. L’unico nome assente tra le centinaia di località che disputano un qualsiasi campionato. L’unico posto in cui non si dà a un ragazzo la possibilità di giocare con la maglia del proprio paese e a tutti l’alternativa di andare al campo la domenica a vedere una partita, in un paese già privo di ogni altra attività e struttura sportiva. Per questi motivi l’assenza di Porto Ercole dal calcio locale ci è sembrata particolarmente grave. Il calcio è soprattutto passione e ci sembra impossibile che a Porto Ercole non ne sia rimasta almeno un po’. Per questo vogliamo provarci. Il primo passo è stato scegliere nome e colori, che sono il rossoblù della prima squadra di calcio nata nel 1968, sperando di ricreare anche con quelli un nuovo entusiasmo».
Da qui la decisione di lanciare un appello alla comunità, in cui la società chiede alle persone «di unirsi alla nostra iniziativa, diventando socio della nuova associazione. Pensiamo che ognuno di noi possa dare un significativo apporto personale, con la propria adesione, con la propria passione, con la propria varia disponibilità. Oltre alla presenza in società, l’eventuale contributo economico servirà a dare una base iniziale indispensabile e più consistente a questo desiderio di riprendere a Porto Ercole una tradizione, quella calcistica, che era consolidata negli anni e che si e bruscamente interrotta».
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