Sicurezza
Artista dell’eleganza si è spento Dazelio Era il sarto dei butteri
Maurizio Caldarelli
grosseto. Se n’è andato in punta di piedi nell’ultimo giorno del 2021, a 93 anni, Dazelio Capuzza, conosciuto come “il sarto dei butteri”.
Originario di un paese dell’Abruzzo e dopo un’esperienza di alcuni anni in Venezuela, Elio arrivò in Maremma nel 1966, inizialmente abitando in un podere di Cupi, prima del trasferimento ad Alberese dove ha realizzato i suoi capi di alta sartoria che hanno vestito molte personalità del mondo dello spettacolo, della politica e delle forze armate. Le confezioni di Elio sono diventate richiestissime e nella bottega sono arrivati da tutta Italia. «Un vero e proprio artista dello stile e dell’eleganza – come lo descrisse il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che lo incontrò l’11 dicembre 2020 – È stato per me un vero onore incontrare Dazelio, un esempio in Maremma dell’eccellenza di quella sartoria di qualità che rende il “made in Italy” famoso in tutto il mondo». Accanto agli abiti di lusso, ai vestiti per uomini e donne importanti, però, Capuzza e la sua adorata moglie Maria, scomparsa pochi anni fa, impararono anche a preparare l’abbigliamento dei butteri, che notoriamente sono tutt’altro che facili da realizzare. Tra i suoi clienti ebbe delle leggende come Mario Petrucci e Italo Molinari, che si facevano preparare i giacconi e i pantaloni. «E il povero Elio – sottolinea Giovanna Petrucci, presidente dell’associazione Butteri di Maremma – impazziva di fronte alle richieste dei vecchi butteri. Secondo loro i pantaloni non tornavano mai… stacca il toppone… sposta il toppone… troppo indietro… il prosciutto non va bene. E lui con tanta pazienza eseguiva alla perfezione le loro istruzioni. Questo lo ha sicuramente aiutato a diventare il grande sarto che è stato».
«Ciao Elio, rimarrai sempre tra i ricordi più cari – conclude la Petrucci – Saluta quei rompiscatole di Mario e Italo». L’ago e il filo sono stati la vita di Dazelio e pur in pensione li ha riposti solamente definitivamente nel 2019, dopo la morte della moglie Maria, che l’ha accompagnato in un percorso di vita pieno di soddisfazioni e d’amore. La sua salute, a parte gli acciacchi dell’età, è stata sempre buona, fino a un incidente domestico che negli ultimi mesi ha peggiorato il quadro clinico. Lascia tre figli, Marco, Simone e Rossano, nati e cresciuti in Maremma.
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