Sicurezza
Tutte le tappe della lotta legale Tra scatole vuote e tanti silenzi
GROSSETO. L’ultima fase convulsa di vita della Sala Eden è iniziata il 7 luglio del 2014, quando la Capital Communication ha sottoscritto con il Comune di Grosseto il contratto d’affitto di nove anni (più altri nove), che prevedeva il pagamento a scomputo del canone annuale di locazione con la realizzazione di lavori. A settembre dello stesso anno l’impresa Grechi Costruzioni inizia i lavori edili di riqualificazione dell’edificio.
Concluse le opere, l’azienda emette una fattura di 156mila euro a carico della società viareggina. Il 10 ottobre 2015 la ditta grossetana emette un decreto ingiuntivo, e poi ottiene dal tribunale il titolo esecutivo per il pignoramento, ma Capital Communication Srl risulta una scatola vuota priva di patrimonio.
In seguito, l’imprenditore Luca Grechi, il 25 giugno 2018, ottiene dal tribunale la dichiarazione di fallimento della società debitrice. Successivamente il Comune di Grosseto rientra in possesso dell’edificio, e a quel punto iniziano i tentativi da parte di Grechi di trovare un accordo amichevole per farsi liquidare almeno una parte dei propri crediti.
Di fronte ai temporeggiamenti dell’amministrazione, nel corso del 2019 decide di chiedere al tribunale di Grosseto un accertamento tecnico preventivo (Atp, in sigla, nda) per valutare l’entità di quello che ritiene essere un illecito arricchimento a proprio danno da parte dell’ente pubblico.
La stima effettuata dall’ingegner Enrico Romualdi stabilisce in 138.770 euro il valore dell’incremento minimo dell’edificio a seguito dei lavori. E ora altro giro, altra corsa. Il tribunale di Grosseto deciderà chi ha ragione. Mentre Grechi aspetta ancora i suoi soldi.
M.F.
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