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I no-vax del Giglio resteranno sull’isola: le voci della rabbia. «Chi non si vaccina è bloccato sull'isola, non è giusto»

Ivana Agostini
L'isola del Giglio (foto Russo)
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L'isola del Giglio (foto Russo)

Dal 10 gennaio serve il Green pass rafforzato per salire sul traghetto: lamentele e perplessità. Il sindaco: «Vaccinatevi»

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ISOLA DEL GIGLIO. «Non sei vaccinato? Non puoi salire sul traghetto». Sarà così a partire dal 10 gennaio. E all’Isola del Giglio una settantina di persone non potranno più viaggiare verso il continente. Sono quelle che non hanno il vaccino.

Le nuove disposizioni sono state previste dal decreto legge 229 del 30 dicembre. «Per salire sui mezzi di trasporto, compresi quelli pubblici, sarà necessario il Green pass rafforzato», recita la nuova normativa, pensata per irrobustire la lotta al contagio.

Silvana Di Salvo è una dei settanta no-vax del Giglio. «Credo sia necessario trovare una soluzione – dice la cinquantaquattrenne gigliese –, perché è l’unico mezzo che abbiamo per raggiungere la terraferma. Potrebbero metterci in una parte del traghetto riservando uno spazio a chi non ha il Green pass da vaccino, ma da tampone. Al Giglio, chi ha bisogno di una visita medica, di un dentista, o deve partire per un’emergenza come fa se non può prendere la nave? Alcuni mi dicono di vaccinarmi, ma il vaccino non è obbligatorio. Ho un figlio che studia a Firenze e uno qui al Giglio. Mia mamma anziana a Firenze. Come faccio ad andare a trovarla?», si chiede la donna. Dario Landini ha 30 anni e lavora e risiede al Giglio. Non si definisce no-vax, ma «aspetto il nuovo vaccino, più sicuro di quelli fino a ora somministrati», dice. Poi prosegue: «Come facciamo? Qui non ci sono altri mezzi per raggiungere la terraferma. Prima bastava il tampone che facevamo ogni 48 ore. Adesso siamo obbligati al vaccino. Dal 10 non potrò lasciare l’isola nemmeno per una visita medica. È assurdo».

Il padre di Dario, Giacomo, la pensa come il figlio. Di anni ne ha 68. «Non mi sono vaccinato per timore e anche perché vivendo qui incontro pochissime persone, sempre le stesse. Le possibilità di contagio sono poche. Adesso non ci possiamo più spostare. Ma come è possibile una cosa del genere?». Marco Zocco è un tecnico veterinario. Ha 25 anni ed è vaccinato. Ritiene il vaccino uno strumento necessario per combattere la pandemia. Nonostante questo non ritiene giusto che sia obbligatorio il Green pass da vaccino per prendere il traghetto e lasciare l’isola. «Fra queste settanta persone ci sono quelle che hanno scelto di non vaccinarsi, ma anche quelle che non possono fare il vaccino per motivi di salute. È tutto molto caotico».

Giulio Cavero, invece, di anni ne ha 56. Lavora in una cooperativa e non è vaccinato, come non lo sono sua moglie e le sue tre figlie. «Di fatto, siamo costretti a rimanere sull’isola. Non ci permettono di andare nemmeno a fare una visita medica o di andare via per lavoro», si lamenta. Anche un’altra cittadina gigliese, pure lei non vaccinata, – che preferisce restare anonima – esprime le proprie perplessità. «Stavo per avere delle collaborazioni sulla terraferma, ma dovrò rinunciare». Il sindaco dell’isola, Sergio Ortelli, li invita a vaccinarsi. «Esorto i non vaccinati a farlo subito perché i dati che provengono dai ricoveri – dice – dimostrano che il vaccino funziona».

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