Il Tirreno

Grosseto

Ecco la proposta dei Cinque Stelle «Serve un documento antimafia»

Ecco la proposta dei Cinque Stelle «Serve un documento antimafia»

Il consigliere comunale Gori: «Vietato abbassare la guardia» Il saluto alla famiglia Ceri: «Una bella storia per lo sport della città» 

2 MINUTI DI LETTURA





LE REAZIONI/1

Sull’arrivo alla guida del Grosseto calcio dell’imprenditore 69enne, Nicola Di Matteo, e sulle sue parole ambigue nei confronti della criminalità organizzata, datate 2019, interviene Giacomo Gori, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle.

«Grosseto e la Maremma non devono accettare nessuna forma di manifestazione malavitosa. Occorre – dice Gori – una forte reazione, anche e soprattutto quando si è in presenza di piccoli episodi di apertura o condizionamento oppure di rassegnazione a qualsiasi manifestazione, anche verbale, tesa a legittimare in qualche modo le organizzazioni criminali. Quando c’è di mezzo la parola “malavita”, siamo già al livello massimo di allerta e la reazione dei cittadini e delle istituzioni dev’essere ferma e decisa. In questo contesto, le parole sono importanti. È evidente – prosegue – che il mio ragionamento è stato stimolato anche dalla discussione in atto in questi giorni, in seguito alla vendita della società sportiva del Grosseto calcio da parte della famiglia Ceri a un soggetto al centro di polemiche per via di alcune dichiarazioni che gli costarono nel 2019 alcune penalità all’interno della Lega Pro. Ma la storia recente della famiglia Ceri con il mondo calcistico grossetano è diversa da tutte le altre ed avrebbe meritato un finale diverso».

Gori continua nell’intervento, spiegando il proprio punto di vista. «È diversa perché sono arrivate licenze e concessioni per la realizzazione, in quel di Roselle, dell’ormai noto Grossetello, il centro polisportivo affidato alla Asd US Grosseto 912, rappresentata fino ad oggi dalla famiglia Ceri. Lo stadio Zecchini, le strutture contigue, il centro sportivo di Roselle, saranno affidati ad altri soggetti. Volendo parlare invece di azioni da intraprendere come amministrazione comunale, prendo spunto da un fatto accaduto non più tardi di un mese fa: il giornalista d’inchiesta maremmano Pietro Mecarozzi si aggiudica il Premio Roberto Morrione con il suo “Maremma Felix”: un documentario che ritrae la nostra terra senza filtri, portando a galla le infiltrazioni della criminalità organizzata, sia italiana che extraeuropea, come quella russa. È il momento di lanciare un segnale forte». Infine, il consigliere pentastellato annuncia. «Ho già presentato al presidente della II commissione, Amedeo Gabbrielli, formale richiesta di convocazione dei lavori della commissione con all’ordine del giorno la redazione del primo Regolamento antimafia del Comune di Grosseto, al cui interno sia prevista la nascita di un osservatorio comunale antimafia. Siamo istituzione? E allora adesso facciamo l’istituzione».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa