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Grosseto

dopo le nuove norme anti-contagio 

«Pronto? Sì, disdico il tavolo» I ristoranti cadono nella crisi

«Pronto? Sì, disdico il tavolo» I ristoranti cadono nella crisi

Confesercenti racconta uno scenario preoccupante: l’ultimo dell’anno sarà nero La paura del virus e l’aumento dei contagi fanno rinunciare in tanti al “cenone”

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GROSSETO. Uno spaventoso salto all’indietro nel tempo. Carpiato. Compiuto nel giro di una settimana. Di nuovo contagi alle stelle. E di nuovo l’economia in ginocchio. In particolare, quella del mondo della ristorazione. La situazione ora è davvero preoccupante. Perché se molti imprenditori hanno retto – con sforzi mostruosi – la prima “botta” data dal Covid, ora in tanti rischiano di crollare davvero.

Disdette oltre il 30 per cento, con punte del 50. È il quadro in cui si ritrovano a vivere molti ristoratori maremmani. Tra paura per i nuovi contagi, famiglie risultate positive e l’incertezza data dalla quarta ondata sono tante le persone che, dopo aver prenotato, hanno deciso di rinunciare al pranzo fuori.

È successo per Natale e sta succedendo di nuovo per l’ultimo dell’anno. I locali, la cui capienza è stata già ridotta dai distanziamenti imposti dalle normative Covid, si ritrovano ora a fare i conti con chi rinuncia.

«Una situazione preoccupante – afferma il presidente Confesercenti, Giovanni Caso –. Il nuovo Dpcm giunto a ridosso delle festività, una situazione nazionale (e internazionale) in rapido cambiamento, notizie spesso allarmanti sui nuovi contagi hanno generato uno stato di malessere generale che ha portato molte persone a “cambiare idea” e disdire le cene nei locali».

Tra l’altro, visto quanto successo a Natale, alcuni ristoratori hanno deciso di restare direttamente chiusi per l’ultimo dell’anno.

«Ovviamente Confesercenti è, come sempre, disposta alla massima collaborazione rispetto alle nuove regole – conclude Caso – che si tratti di spingere sulla vaccinazione o la richiesta di dispositivi di protezione come le mascherine anche all’aperto. Ma riteniamo necessario che gli strumenti a sostegno delle imprese vengano prorogati per tutta la durata dello stato di emergenza, soprattutto per quelle realtà come i ristoranti che rischiano una nuova stangata nonostante siano luoghi sicuri in cui non solo viene verificato il Green pass, ma dove sono garantite tutte le misure di sicurezza».

Per molti ristoratori, dunque, a mezzanotte del 31 dicembre ci sarà davvero poco da festeggiare. E tanto da sperare. Incrociare le dita e immaginarsi un futuro diverso. Senza allarmi, senza emergenza e con tanti clienti seduti a tavola. Briciole di una normalità che ormai appartiene a un’altra epoca.

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