Lutto
Preso il truffatore del pellet Occhio ai siti internet civetta
SCARLINO. La storia è la più vecchia del mondo. Almeno, da quando il mondo è “connesso”. Il classico truffatore del web. Che vende prodotti, intasca i soldi ma non consegna la merce. Stavolta, però, l’avventura del “furbetto” del pc è finita male. Perché lo hanno preso i carabinieri.
A conclusione di un’indagine scaturita da diverse denunce per truffa, i militari di Scarlino hanno individuato e denunciato alla procura di Grosseto un uomo nato nel 1990, originario della provincia di Napoli, per truffa aggravata ai danni di tre donne. Tutte residenti a Scarlino. Per fare scorta di pellet di legno per la stagione invernale, le malcapitate avevano trovato tramite una ricerca su internet un sito riconducibile a un’azienda specializzata nel commercio di materiale edile, dove veniva proposto l’acquisto di combustibile di legno a un prezzo conveniente. Le donne avevano quindi provveduto, già dal mese di novembre, come indicato nel sito di vendita, a effettuare dei versamenti, tramite bonifico bancario, a quello che risultava a prima vista un numero di conto corrente. Il totale dei versamenti fatti è stato di circa 1.200 euro. La merce non è stata mai ricevuta, pertanto le vittime hanno sporto denuncia.
I carabinieri hanno innanzitutto accertato che il sito, fasullo e verosimilmente allestito ad hoc per mettere a segno i raggiri: sulla pagina web erano stranamente posti in vendita esclusivamente sacchi di pellet. Inoltre, sul sito mancavano diverse indicazioni previste dalla legge, riportava un finto indirizzo email e un numero di telefono fisso risultato non esistente. Il solo riferimento riscontrabile era un numero di telefono cellulare, rivelatosi poi essere intestato a una donna straniera, irreperibile: riportava il nome di una ditta realmente esistente, con sede nel nord Italia, che del tutto estranea alla vicenda, ha sporto denuncia per i fatti che l’hanno vista inconsapevolmente coinvolta. In più, i carabinieri hanno individuato una persona, su cui pendono precedenti per reati simili, beneficiario di una carta ricaricabile, a cui è associato un codice Iban che la rende idonea a ricevere bonifici, e su cui è confluito il prezzo pagato dalle vittime. L’uomo è ora indagato per truffa, e non si esclude che possa aver raggirato altre persone residenti in zona.
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