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Lonely Planet non ha dubbi: l’indirizzo giusto è Palomar

Elisabetta Giorgi
Lonely Planet non ha dubbi: l’indirizzo giusto è Palomar

La prestigiosa guida seleziona, in Toscana e a Grosseto, il negozio sotto i portici di piazza Dante. "Il regno dei bibliofili: viaggio in un ordinato caos da concludere con un aperitivo con vista

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“Palomar è il regno dei bibliofili grossetani, che nell’ordinato caos di questa bella libreria gestita da Elisa e Massimo trovano un’ampia scelta di narrativa, saggistica e letteratura di viaggio, oltre che un angolo con una selezione di vini maremmani che la sera finiscono sui tavolini in piazza, per un aperitivo con vista». A pagina 404 della nuova guida sulla Toscana della  Lonely  Planet – uscita una settimana fa – spicca la libreria Palomar di piazza Dante.  Non è la prima volta che la magnifica avventura libraria di Massimo Marinotti e Elisa Volpi, decollata nel 1988, finisce nella gran bibbia delle guide di viaggio tradotta in tutto il mondo; è vero però che in tempi di crisi e pandemia, quando le imprese stanno faticosamente a galla, è un doppio successo. Ne è orgoglioso Marinotti che mostra la foto a tre in cui Michele Guerrini  ha immortalato lui, la consorte e il dipendente Filippo Zanotti, in mezzo al caos creativo degli scaffali. Uno spazio dove, pur nel clima asfittico della pandemia, si sono liberate idee, invitati scrittori, organizzati incontri online con Pupi Avati, Lucarelli, Federico Rampini, Vecchioni per dirne alcuni (tuttora visibili su Youtube) .
La fatica è stata ripagata.
«Finire nella miglior guida al mondo del turismo e finirci adesso – spiega Marinotti – è il coronamento di questi 33 anni di lavoro e sacrifici». Ed è anche una sorpresa, perché «noi  non ne sapevamo niente. Un giorno ci chiamano dalla  Lonely  Planet da Torino e ci chiedono se l’avevamo visto. Siamo rimasti stupiti e felici. Penso che sia una cosa importante  non solo per noi, ma per tutta la città specie in questo periodo in cui si vuol fare Grosseto capitale della cultura. Penso e spero che il fatto di essere in quelle pagine possa essere un aiuto turistico per tutta la Maremma. Uno spunto in più per venire qua». Gioie e dolori. Per la coppia la Palomar è un sublimato (durato 33 anni) di sacrifici e passione, gioie e dolori in cui «abbiamo messo l’anima e il cuore». Il mestiere è complicato.
«Le librerie – dice Massimo – stanno vivendo una gravissima crisi anche perché dal 2019-2020, da inizio pandemia, c’è stato un incremento della vendita di libri del 55 per cento che è tantissimo in Italia, ma di contro c’è il fatto che le vendite online, soprattutto su Amazon, sono passate dal 19 al 56 per cento in 2 anni, cioè dall’inizio pandemia cioè da febbraio 2020. Il che vuol dire che le librerie hanno perso numeri mostruosi. Inoltre, un conto è la libreria di una catena che per la maggioranza vende libri delle proprie case editrici, e un conto è una libreria indipendente come la nostra che è costretta a comprarli, con un margine operativo e un utile bassissimo. Se un libro al pubblico costa 10 euro, noi lo paghiamo all’editore 7,20 euro, col risultato che il nostro utile è del 28 per cento. È faticoso arrivare a fine mese, pagare gli affitti e gli stipendi: abbiamo avuto una forte contrazione delle vendite sia per il discorso di Amazon sia per colpa della pandemia. La gente  ha sempre meno soldi in tasca. Guardate quest’anno.  Non sembra neanche Natale. Le strade del centro sono strade di normali giorni invernali, eppure è quasi il 25 dicembre.  Non c’è aria di festa”. La crisi a Siena. E nessuna festa, in particolare, c’è stata a Siena dove Marinotti a settembre 2017  ha aperto in pieno centro storico – in via Rinaldini 1, nel palazzo Piccolomini – una bellissima libreria, chiamando Palomar pure quella. All’epoca era vissuta come un sogno. Perché in tempi in cui i librai “mollano”, lui rilanciava. “Da senese emigrato a Grosseto quale sono io, aprire una libreria nella mia città d’origine era una cosa bellissima”.
L’esperimento è durato 4 anni; giorni fa Marinotti  ha dovuto chiudere. La crisi  ha iniziato a “mordere duro” due anni fa, poi la pandemia  ha azzerato le vendite: “Con il Covid 20mila studenti fuori sede  non sono andati all’università e hanno comprato libri online; il turismo è diventato mordi e fuggi e noi ci siamo trovati in una situazione drammatica». A un certo punto il libraio si è trovato a fare una scelta drastica: quale dei due figli gettare dalla torre? «Dovevo salvare una delle due librerie, quella di Siena o quella di Grosseto, e pur essendo io senese ho scelto Grosseto. Le ho amate entrambe e per me è stato un dolore fortissimo ma  non avevo scelta: le vendite erano ridicole, i costi elevati, e tra affitti e stipendi ci siamo schiantati, mandando a casa con grande sofferenza due dipendenti senesi trentenni, plurilaureate».
E ora? Resta Grosseto. È la Palomar di piazza Dante, la libreria della sua vita. “Faccio di tutto per farla reggere, le vendite  non sono altissime anche per il Natale. C’è ancora questa maledetta pandemia e la gente  non spende per tanti motivi, ma stiamo facendo di tutto per resistere".

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