Sicurezza
Cenoni, Covid e disdette Ma i ristoratori vanno verso il tutto esaurito
I locali cercano di approfittare per riacquisire la clientela e far festeggiare il Natale Prenotazioni annullate nei giorni scorsi per quarantene o positività improvvise
Maurizio Caldarelli
GROSSETO. Tra ansia per eventuali disdette e soddisfazione per essere tornati a lavorare con continuità, i ristoratori grossetani si preparano ai cenoni delle festività natalizie.
Nel centro storico di Grosseto, lungo la costa ed anche nell’entroterra i locali stanno cercando di approfittare di queste serate di fine anno per riacquisire la clientela e permettere alle persone di festeggiare, pur tenendo sempre presenti le rigide norme dettate dal Governo per evitare contagi, che tra l’altro costringono i ristoranti a tenere le distanze e a ridurre la capienza in sala. Si va comunque verso un tutto esaurito che permetterà ai ristoratori di riprendere fiato dopo un periodo davvero difficile.
«Questo è un anno particolare – dice Leonardo Peccianti, titolare della Locanda dei Medici in piazza del Popolo – tutti i giorni dobbiamo fare i conti con le disdette, ma ringrazio i clienti che ci hanno contattato immediatamente dopo aver saputo dell’impossibilità di poter venire e questo ci ha permesso di trovare posto alle tante persone che ci avevano contattato e che vogliono tornare alla normalità, regalandosi una serata insieme agli amici o ai familiari. I miei clienti sanno perfettamente che per il mio ristorante non ci sono eccezioni e la sicurezza va avanti a tutto, per cui si rispettano le distanze e si esibisce il Green pass rafforzato bene, altrimenti si rimane fuori». «Avrò una quarantina di ospiti – prosegue Peccianti – che hanno scelto la Locanda per il pranzo di Natale e il cenone di San Silvestro. Abbiamo deciso di proporre un menù fisso improntato sulla tradizione e sui piatti tipici della Maremma. Volevamo restare chiusi e non preparare il cenone del 24, ma per fare un piacere ad un collega, che aveva una prenotazione importante, alla fine abbiamo deciso di rimanere aperti, per cui chi lo vorrà potrà gustare i nostri piatti anche venerdì».
Lo storico ristorante Canapone sotto le logge di piazza Dante ha scelto di rimanere aperto per tutte le feste di Natale e fine anno, ma lo farà all’insegna della sicurezza. «Avremo il piacere di avere ai nostri tavoli – sottolinea la titolare Beatrice Montefiori – la clientela affezionata, ma non ci saranno tavolate. Per scelta non ci saranno più di sei persone che mangeranno insieme. Proporremo i nostri piatti della tradizione e il classico di mare, e per l’ultimo dell’anno è previsto un menù alla carta, che porterà i clienti fino alla mezzanotte per il brindisi augurale».
Moreno Cardone, chef e titolare del ristorante dell’Uva e il Malto, si è organizzato per un cenone di Natale e della notte di San Silvestro alla carta. «Le prenotazioni sono andate bene – spiega – la gente, dopo tutti questi mesi di difficoltà legati alla pandemia ha voglia di regalarsi una serata di festa. Noi cercheremo di accontentarli, pur rimanendo ligi alle regole anti Covid. Disdette? Fortunatamente per questi giorni non ce ne sono state, ma nei giorni scorsi ci hanno annullato prenotazioni per cene di lavoro a causa di quarantene o casi di positività improvvisi».
«Abbiamo gli ultimi posti disponibili per Natale – dice Sirio Dell’Osto, proprietario del ristorante Il Canto del Gallo in via Mazzini – mentre se ne sono andati via già da qualche giorno i ventotto posti disponibili per il cenone dell’ultimo dell’anno. Abbiamo preparato per il pranzo del 25 una serie di piatti gustosi, che vanno dal tortellone alla zucca al cinghiale in umido». I quattro locali cittadini tornano a lavorare dopo lo stop del Natale 2020.
Ad Alberese, invece, Andrea Poggiaroni, con la sua Degusteria “Mammeglio”, ha iniziato una nuova avventura, che regalerà ai clienti un assortimento di piatti che hanno una particolarità, provengono da aziende della zona e a chilometro zero del Bivacco. «Per noi sarà il primo Natale. La chef Carlotta Gorello proporrà – dice Poggiaroni – un menù fisso per le sere del 25 e del 26, ma anche del 31 dicembre e del primo gennaio. L’intento è di mettere i sapori della Maremma nei nostri piatti, con alcune varianti per renderli più eleganti. Si andrà dai tortelli pigiati con la forchetta, ai cappellacci con ripieno di cappone; dall’arrosto di maiale di nero maremmano all’imperdibile lampredotto trippato». Alle festività di fine anno la degusteria “Mammeglio” aveva legato anche un raduno nazionale del cavallo maremmano, da svolgersi dal 30 dicembre al 2 gennaio, ma l’aumento di contagi ha convinto cavalli e cavalieri a rimanere a casa. Se ne parlerà fra qualche mese.
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