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Impianto di essiccamento Sindacati con il fiato sospeso

Massimiliano Frascino

È atteso per l’11 gennaio il via libera di Firenze alla multinazionale Ferro Duo Chi rappresenta i lavoratori lo caldeggia: è una soluzione ai gessi rossi e non solo

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Massimiliano Frascino

scarlino. Avrebbe dovuto essere entro l’8 dicembre. Ma il giorno fatidico per il via libera all’impianto di essiccamento del gesso chimico residuo del ciclo produttivo del biossido di titanio di Venator sarà martedì 11 gennaio. È infatti attesa per quel giorno l’autorizzazione integrata ambientale da parte della conferenza dei servizi della Regione Toscana. Nel frattempo, c’è fermento nel mondo sindacale.

Perché quell’impianto, realizzato dalla multinazionale tedesca Ferro Duo, è ritenuto strategico per dare una soluzione parziale al problema dei cosiddetti “gessi rossi”. Che Venator produce ogni anno per 500mila tonnellate. Scarti di lavorazione il cui smaltimento costituisce un serio problema, e che fino a oggi sono stati utilizzati come materiale di ripristino ambientale per la bonifica di ex cave. Oltretutto, da un paio di mesi a questa parte, il loro utilizzo a questo scopo è oggetto di un’inchiesta della magistratura a seguito di una segnalazione della commissione parlamentare antimafia.

Dell’impianto di essiccamento che Ferro Duo realizzerà nel sedime dello stabilimento Venator di Scarlino, si è occupato nei giorni scorsi il direttivo provinciale dell’Ugl chimici al quale ha partecipato il segretario Carlo Banti, il quale – spiega in una nota il sindacato – «ha illustrato la situazione del comparto chimico territoriale, che ha ben assorbito le difficoltà legate al contesto sanitario attuale». Nell’occasione Banti ha informato il direttivo che «a breve scadenza la multinazionale tedesca costruirà all’interno della fabbrica un impianto di essiccamento del gesso chimico residuo della lavorazione, non appena avrà ricevuto le necessarie autorizzazioni. Con questo importante investimento – ha detto – si garantirà il recupero di circa 250mila tonnellate di gessi chimici, contribuendo alla riduzione del materiale che veniva stoccato di norma in cave dismesse con la finalità del recupero ambientale.

Lo scopo del progetto è di vendere i gessi rossi ai cementifici». Ad attendere con una certa impazienza l’inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo impianto, anche la Cgil grossetana. «È interesse di tutti che l’impianto di Ferro Duo vada a regime – sottolinea Fabrizio Dazzi, segretario della Filctem Cgil – Non bisogna infatti dimenticare che sarebbe in grado di trattare e recuperare la metà dell’intera produzione annuale dei gessi rossi. Si tratta senza dubbio di uno dei progetti più attesi per quanto riguarda il ciclo produttivo di Venator, azienda dalla quale, peraltro, ci aspettiamo molto di più, nella prospettiva della soluzione finale al problema degli scarti di lavorazione».

«Purtroppo – spiega Gian Luca Fè, segretario dei chimici della Cisl – su questa vicenda il fattore tempo non è secondario, e avere o non avere delle certezze non è ininfluente. Proprio martedì scorso c’è stata una riunione della Rsu aziendale e fra i dipendenti c’è preoccupazione per il dilatarsi dei tempi. Perché il ripristino ambientale di Montioni sarà presto concluso, e dobbiamo trovare le soluzioni molto velocemente. Mi auguro, pertanto, che l’impianto di essiccamento dei gessi rossi sia presto autorizzato, perché si tratterebbe di una soluzione “interna” in grado di dare una prima risposta dimezzando la quantità di rifiuto industriale e recuperando i materiali per destinarli ai cementifici».

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