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Inaugurato al Misericordia il nuovo reparto di riabilitazione
Sedici posti letto e un’équipe dedicata: ecco come si punta a ridurre i danni da immobilizzazione
Massimiliano Frascino
grosseto. Operativo già da novembre, ieri mattina all’ospedale della Misericordia è stato presentato il nuovo reparto ospedaliero dedicato alla riabilitazione – setting R – che si trova al sesto piano nei locali che finora ospitavano la medicina.
A dirigerlo è il dottor Mauro Mancuso, responsabile dell’area dipartimentale della riabilitazione nella Usl Toscana sud est. Una struttura da 16 posti letto, otto dei quali già operativi, che prenderà in carico i pazienti in fase acuta, provenienti da cardiologia (infarti), neurologia (350 casi/anno), pneumologia (Covid e disturbi respiratori) e ortopedia (politraumi e protesi d’anca).
«L’individuazione di un’area interamente dedicata alla riabilitazione all’interno dell’ospedale – dice il direttore del reparto – ha l’obiettivo di anticipare il più possibile l’intervento di recupero funzionale dei pazienti. L’équipe completa dei professionisti, oltre a implementare le nuove tecnologie nella pratica clinica, renderà gli interventi riabilitativi più personalizzabili ed efficaci. I pazienti, inoltre, non dovranno più spostarsi da un piano all’altro dell’ospedale come avveniva prima, mentre un ulteriore valore aggiunto nel percorso riabilitativo sarà il personale infermieristico dedicato e in grado di maturare competenze specifiche».
Tre fisioterapisti, un logopedista e educatore, quattro fisiatri (e quattro in via d’assunzione) con 12 infermieri e Oss, costituiscono la squadra che già lavora in reparto, in attesa dell’attivazione degli altri otto posti letto nel corso del 2022.
«La nuova struttura – aggiunge Mancuso – sarà a servizio esclusivo della provincia di Grosseto, integrata con il centro riabilitativo di Manciano e la riabilitazione territoriale. Oltre che in rete con il reparto del San Donato di Arezzo, polo di Montevarchi nel Valdarno e il reparto ospedaliero di Siena». In particolare questo servizio consentirà di anticipare i tempi di presa in carico dei pazienti, riducendo i danni da immobilizzazione. «Ancora è presto per fare statistiche – conclude Mancuso – ma già con i precedenti sei posti letto condivisi a metà con la cardiologia avevamo un tasso di occupazione dei letti che sfiorava il 100 per cento, a testimonianza del fatto che c’era bisogno di ampliare il servizio».
La struttura si avvarrà di macchinari per la stimolazione elettrica transcranica, lo stimolatore bimodale – per curare l’emianopsia, un’alterazione della vista che non fa percepire una metà del campo visivo – e la riabilitazione basata sulla stimolazione dei neuroni specchio per pazienti neurologici e ortopedici.
«L’apertura è una bella notizia – dice l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini che è venuto a Grosseto per la presentazione – Accanto al forte impegno per contrastare il Coronavirus con tutte le attività che sono connesse, in questa realtà si lavora costantemente per far crescere le funzioni dell’ospedale sul fronte delle cure no Covid. Sarà proprio questa la nostra sfida per i prossimi mesi: far convivere il contrasto al virus con tutti gli altri bisogni di salute dei cittadini che devono andare avanti». «È una riorganizzazione interna all’ospedale – aggiunge il direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso – che permette di fare un salto di qualità su diversi fronti. Si completa il percorso del trattamento delle persone ricoverate al Misericordia con la fase di riabilitazione, con un piano di assunzioni specifico; si dimostra che anche in piena pandemia abbiamo una progettualità che dà risultati concreti. Diamo un segnale di normalità in un momento difficile, con professionisti impegnati nella loro missione di gestire le fasi critiche della malattia e accompagnare le persone verso le dimissioni». Alla presentazione c’erano anche il direttore dell’ospedale, Massimo Forti, la direttrice sanitaria Simona Dei e la consigliera del Pd Donatella Spadi, membro della commissione regionale Sanità.
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