Sicurezza
Cantieri edili al setaccio dei carabinieri Multa da 4.300 euro per un impresario
Sono spuntati come funghi per effetto dei bonus governativi: trovato un operaio che non aveva i dispositivi di protezione
Massimiliano Frascino
follonica. Il boom dell’edilizia legato al super bonus 110% e al bonus facciate si è riverberato anche nella città del Golfo con un “fiorire” di cantieri. Tant’è che a dicembre i carabinieri della compagnia di Follonica, insieme ai colleghi del gruppo forestale di Grosseto e ai colleghi del nucleo ispettorato del lavoro hanno passato al setaccio diverse aziende edili che hanno iniziato lavori a Follonica e Scarlino (oltreché a Ribolla).
Da quanto è emerso nel corso delle ispezioni, le ditte sono risultate rispettose della norme. Su 18 lavoratori controllati, tuttavia, si è scoperto che un operaio di Follonica non era stato sottoposto alla visita medica che precede l’assunzione né aveva avuto la corretta formazione riguardo ai rischi professionali; il dipendente era inoltre senza dispositivi di protezione individuale. Nei confronti dell’impresa che lo aveva assunto è stata contestata una violazione amministrativa, con sanzione di 4. 300 euro.
L’attività di vigilanza dell’ispettorato territoriale è orientata al settore edilizio, come ribadisce la stessa dirigente responsabile del servizio, Emanuela Faba: «Confermo che l’Ispettorato sta procedendo con le consuete attività di vigilanza esterna e ha intensificato la propria presenza nel settore dell’edilizia in tutto il territorio della provincia».
Quelle di Follonica e dintorni, quindi, sono solo le prime ispezioni nei cantieri sbucati come funghi nell’ultimo periodo un po’ in tutto il territorio. Ecco perché nelle ultime settimane i carabinieri di Follonica, quelli del gruppo forestale di Grosseto e i colleghi del nucleo hanno sottoposto a controllo alcuni cantieri tra Follonica, Ribolla e a Scarlino. Era stato notato infatti, un aumento di cantieri, avviati in questa ultima fase dell’anno, complici forse gli ultimi incentivi fiscali, più favorevoli rispetto a quelli che verranno, legati alle ristrutturazioni.
Il vero problema rispetto alle verifiche per la prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro, per altro, è che a fronte di 601 aziende iscritte alla cassa edile che operano in provincia di Grosseto, il servizio di vigilanza dell’ispettorato può contare appena su due ispettori del nucleo dei carabinieri e quattro a tempo pieno, cui se ne aggiungono altri sei impegnati però anche su altri servizi. Di questo contingente di persone, solo uno è un ispettore tecnico, in grado di valutare i piani di sicurezza, mentre gli altri si occupano di verifiche amministrative, relative a rispetto dei contratti, obblighi formativi e orari di lavoro. L’ispettorato, inoltre, non si occupa delle sole aziende edili ma di tutte.
«Come sindacato – spiega Gianni Bracciali, segretario della Fillea Cgil – abbiamo più volte insistito con il ministero perché assumessero nuovi ispettori. Sul piano locale auspichiamo che i controlli sui cantieri edili siano intensificati. Dalla nostra esperienza sono tre i tipi di aziende: quelle strutturate e serie che collaborano con Comitato paritetico, Scuola e Cassa edile. Gli imprenditori improvvisati che non hanno consapevolmente alcun riguardo per il rispetto delle regole. E infine, c’è un certo numero di nuove aziende costituite recentemente da operai che si sono messi in proprio, per cogliere le opportunità conseguenti ai bonus edilizi; si tratta di realtà positive ma acerbe, che hanno bisogno di essere seguite e assistite perché non è semplice il salto di qualità che richiede passare da dipendente a imprenditore».
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