Il dolore
La Madonna con l’Uccellino è tornata a casa La gioia dei fedeli e i ringraziamenti all’Arma
Rubata 50 anni fa, la terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia è stata ricollocata vicino all’altare restaurato
LA STORIA
FRANCESCA FERRI
Era scomparsa da Scansano il 9 agosto del 1971. Per lunghi decenni se ne erano perse le tracce e la speranza di ritrovarla. I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale l’hanno cercata per due continenti, in Europa e in Nord America, nelle collezioni private e nei musei. Alla fine, nel 2019, è stata trovata in Canada. Ed è stata riportata in Italia.
Ora, dopo mezzo secolo esatto e oltre un anno passato nel Museo diocesano di Pitigliano, la Madonna con il Cardellino, anche chiamata Madonna con l’Uccellino, preziosa terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia, è tornata nella chiesa di San Giovanni Battista a Scansano. Sabato 18 dicembre si è tenuta la cerimonia di ricollocazione sulla parete accanto all’altare, da dove 50 anni fa fu smurata da ignoti, e dove ora è al sicuro. In questo anno, infatti, l’altare è stato restaurato e dotato di un sistema di allarme. «Una cosa che ci fa dormire sogni tranquilli», dice il parroco, don Emanuele Bossini, comprensibilmente emozionato per il ritorno dell’opera.
La Madonna è stata benedetta dal vescovo, Giovanni Roncari, in una cerimonia che ha visto la partecipazione della sindaca Maria Bice Ginesi, dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Firenze, dei carabinieri del comando provinciale, di rappresentanti della questura, del coro Le Piccole voci dell’oratorio, diretti dalla maestra Elena Amaddii, e di tanti scansanesi. E non sorprende.
Se dal punto di vista artistico la terracotta quattrocentesca è di altissimo valore, per i fedeli di Scansano quella con l’uccellino è semplicemente la loro «madonnina». «Quando fu rubata il dispiacere fu più legato al valore affettivo che non alla consapevolezza del valore artistico», spiega al Tirreno don Emanuele. «Avevamo perso la speranza di ritrovarla – ha detto il parroco ai carabinieri – ma voi no. Grazie di cuore».
All’indomani del furto, il 10 agosto 1971, l’allora parroco, don Francesco Mascalzi, denunciò il fatto ai carabinieri di Scansano, producendo la foto della Madonna. Una mossa fondamentale per le indagini. La foto fu acquisita dai carabinieri dell’allora nucleo tutela patrimonio artistico di Roma, ma si è dovuto aspettare l’avvento della tecnologia digitale e la grande circolazione di immagini su Internet per riuscire a intercettare l’opera. Nel 2013 i carabinieri accertarono che, dopo essere stata venduta nel 2011 da una casa d’aste di Londra, l’opera era confluita nelle collezioni di un canadese che l’aveva acquistata in buona fede, per 340mila dollari, da una galleria statunitense. Nel marzo del 2016 iniziarono le trattative dei carabinieri del nucleo Tpc con il proprietario per la restituzione. Confiscata su ordine della Procura di Lucca, è tornata in Italia l’8 aprile 2019, è stata esposta alcuni mesi al Quirinale nella mostra “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia» e poi è stata portata nel museo di Pitigliano, in attesa che nella chiesa di Scansano venisse restaurato l’altare. Il restauro, curato da Mariano Marziali, è costato circa 40mila euro, con fondi donati in buona parte dai fedeli, in particolare con una generosa donazione della signora Dirce Filippini, 98 anni, e in parte dal Comune, dalla Cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano e dal Consorzio Tutela del Morellino. L’allarme è stato invece acquistato con fondi dell’8x1000 specifici per questi interventi.
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