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Gli strumenti operativi e i servizi offerti 

Un terzo appartamento è in arrivo per Il Sole Ospiterà quattro persone

M.C.
Un terzo appartamento è in arrivo per Il Sole Ospiterà quattro persone

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il dettaglio

Il protocollo d’intesa con Sei Toscana è il primo passo di un progetto ad ampio respiro, che pensa ad un’unica fondazione che, magari tra dieci anni, si occupi dei tre territori toscani.

«I problemi delle famiglie di Grosseto – ha sottolineato Massimiliano Frascino – sono uguali a quelle delle famiglie di Poggibonsi, San Gimignano, Arezzo o Città delle Pieve. Se si ragiona così si contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone e a prevenire problemi sociali. Se questi problemi non si affrontano con uno spirito costruttivo, e con la volontà di dare soluzioni, finiscono per marcire e si arriva allo stato di malessere di fasce di popolazione che rappresentano sempre dal 3 al 5 per cento dei residenti».

Secondo Frascino «le fondazioni possono essere lo strumento operativo per dare risposte a diversi tipi di disabilità che sono accomunate dagli stessi bisogni. Il servizio che proponiamo è costoso e non ci sono utili e le risorse pubbliche non bastano. Per fare il salto di qualità devi coinvolgere altri soggetti, in primis le aziende. Noi abbiamo anche un progetto di responsabilità sociale consapevole, “Aziende alla luce del sole” che ci permette di raccogliere 140mila euro annui, che contribuisce a coprire una bella fetta dei 650mila euro del nostro bilancio».

Nel frattempo è in arrivo un altro appartamento per il “Dopo di Noi” de Il Sole. «Abbiamo due appartamenti con otto persone che ci vivono, ma la nuova assessora al welfare, Simona Petrucci, prendendo in mano una pratica avviata da Mirella Milli, ci ha comunicato che ci verrà dato un terzo appartamento. Daremo così una risposta ad altre quattro persone, tutte in possesso di un’autonomia di un livello più alto, a partire dall’inizio del 2022 e di proporre alla Regione Toscana di ampliare la platea delle persone. Tra dieci anni contiamo di arrivare a dieci appartamenti per ospitare quaranta persone. Il percorso è lungo ma porta a soluzioni vere e di qualità: l’alternativa sono i moduli handicap nelle Rsa, dove una persona che sta bene fisicamente, anche se ha un ritardo mentale, vive con persone di 85 anni e con l’Alzheimer e penso che questo non sia il modo migliore di vivere la vita».

M.C.

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