Sicurezza
Tasse non pagate e “congelate” Il Comune reclama 840mila euro
Gli avvisi di accertamento per Tari e Imu sono stati bloccati dalla pandemia L’amministrazione ha messo la cifra a bilancio contando di incassarla presto
Michele Nannini
MASSA MARITTIMA. È di oltre 800mila euro l’ammontare degli avvisi di accertamento per Imu e Tari non pagate dal 2015 al 2020 a Massa Marittima. Che il Comune ha iscritto a bilancio in attesa della riscossione vera e propria. Una somma importante, che l’amministrazione spera di recuperare e che prende forma al termine di un’attività di accertamento effettuata dall’ufficio tributi. Iniziata ben prima dell’arrivo della pandemia Covid, che nel frattempo ha di fatto “congelato” tutte le procedure.
Operazioni simili sono tradizionalmente portate a compimento dai vari comuni per valutare la quantità delle somme non versate e più in generale per quantificare l’evasione tributaria, per poi procedere con tutte le procedure di riscossione. Tale attività negli ultimi due anni ha subito però uno stop improvviso a causa dell’emergenza sanitaria. Le disposizioni legislative hanno infatti sospeso negli ultimi esercizi la riscossione di questi importi, per la delicatezza del momento. Anche in questa fase gli uffici comunali sono in attesa di capire come muoversi, ma intanto hanno proceduto all’iscrizione a bilancio delle cifre.
In pratica si è trattato di un atto dovuto per non rischiare di rendere inesigibili queste somme comunque importanti.
«Siamo sempre alla prima fase, quella dell’accertamento, che è stata svolta fino al 2020 – conferma il sindaco di Massa Marittima, Marcello Giuntini – la fase successiva sarà quella della riscossione che, una volta effettuata, ci permetterà anche di decidere come utilizzare le cifre recuperate e quindi quali interventi poter portare a compimento. Però prima di procedere alla riscossione dovremo attendere di capire l’evoluzione della normativa in materia, in questa fase intanto ci stiamo muovendo per non perdere questo diritto. Rimaniamo in attesa come tutti gli altri Comuni delle indicazioni che dovranno arrivare dal governo centrale. Se darà il via alla possibilità di riscuotere, queste cifre potranno cominciare ad arrivare nel corso del 2022».
Le somme a livello generale non sono poche, si tratta per la precisione di 840mila euro suddivisi in 610mila relativi agli accertamenti Imu per gli anni 2016-2020 e 210mila relativi agli accertamenti sulla tassa rifiuti per gli anni 2015-2020; analizzando però la media annuale gli importi scendono a 168mila euro per esercizio nel caso dell’Imu, e 35mila euro per esercizio nel caso della tassa sui rifiuti.
«Sono somme quasi fisiologiche se le valutiamo esercizio per esercizio – continua Giuntini – il gettito Tari mediamente è di 2 milioni di euro all’anno e quello Imu è di 2 milioni e 100mila euro, quindi sono percentuali tutto sommato abbastanza nella norma, ma che messe tutte assieme arrivano a formare cifre importanti che abbiamo provveduto a iscrivere a bilancio per non rischiare di perderle e di poterle esigere una volta terminata la pandemia».
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