Sicurezza
Progetto mediazione, giustizia più veloce
Chiuso il primo bando finanziato da Banca Tema, la neolaureata Camilla Biagioni al lavoro con i magistrati
Pierluigi Sposato
Grosseto. Si chiama Camilla Biagioni, è originaria di Roccastrada anche se vive a Follonica, si è laureata in diritto del lavoro con una tesi sul licenziamento disciplinare e da ieri è operativa come vincitrice della borsa di studio da 12mila euro: per un anno aiuterà i magistrati nella mediazione del contenzioso civile e commerciale.
È lei la prima protagonista del progetto “Giustizia semplice” (il bando per il secondo posto sarà disponibile dalla prossima settimana – il secondo progetto partirà a febbraio) che Dipartimento di Giurisprudenza e Tribunale di Grosseto, con il contributo economico di Banca Tema, hanno messo in atto in città, «la prima in Toscana dopo l’input della Corte di appello di Firenze», ha detto l’avvocata Giuliana Romualdi, docente di procedure stragiudiziali di risoluzione delle controversie. Lo scopo è quello di ridurre il contenzioso: «Le definizioni alternative fanno guadagnare tempo – sintetizza la presidente del Tribunale, Laura Di Girolamo – La dottoressa Biagioni si inserirà nell’Ufficio per il processo che il ministero vuole operativo entro la fine del mese. Creeremo più staff che aiuteranno i magistrati». Presidente, lei è in grado di calcolare una percentuale, cioè quante cause potranno essere definite con questo nuovo aiuto alla mediazione? «No, non sono in grado di dirlo, è un percorso che faremo insieme».
La presentazione del progetto è avvenuta nella Sala delle colonne del Polo universitario, con la professoressa Maura Mordini che ha sottolineato come la Fondazione sia «il collettore delle iniziative su Grosseto», che ha voluto mettere in evidenza il tramite con il mondo del lavoro svolto dall’Università e che ha annunciato che il successo del recente convegno sulla giustizia sportiva porterà a breve all’istituzione di un master dell’Università di Siena proprio nella nostra città. Grosseto al centro del progetto (il bando era riservato a laureati in Giurisprudenza residenti in provincia) anche per Banca Tema: «Siamo sensibili alle richieste della comunità – ha detto Francesco Gentili, consigliere – e questa è un’operazione che va a vantaggio non solo del Tribunale ma di tutto il territorio. Tenendo conto che la riduzione dei tempi di risoluzione delle controversie è un tema molto caro agli imprenditori, è un valore aggiunto che può orientare le scelte su determinati territori».
Il progetto, ha aggiunto Romualdi, veniva accarezzato da tre anni. Per la realizzazione è necessario un salto culturale, per far comprendere l’utilità di adozione di un mezzo non conflittuale. «Spesso ci sono sentenze che scontentano anche i vincitori delle cause, perché arrivano a distanza di anni, perché le aspettative iniziali non sono soddisfatte. La mediazione offre un terreno di incontro e non di scontro. Cause come quelle che riguardano le eredità o le liti condominiali sono quelle che più si attagliano a questo progetto. Insieme ai giudici saranno scelte quelle che possono essere conciliate».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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